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RUGBY ROVIGO

Ora noi cammineremo insieme

Due vittorie e due sconfitte in stagione con il Calvisano tra Coppa e Campionato, la bella sarà nella fine scudetto? Intanto i tifosi ci credono

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ROVIGO - Sono dovute passare almeno ventiquattro ore e tutto un pranzo pasquale dalla partita di sabato, per chiarire un pochino le idee, sgomberare la mente dal fragore delle emozioni da stadio e poter finalmente fare un bilancio (attuale) per poter analizzare gli aspetti positivi e negativi della Rugby Rovigo di quest’anno, soprattutto dopo quattro partite con il temibile Calvisano.

E’ oggettivamente riconosciuto che noi contro la formazione bresciana diventiamo fallosi come non lo siamo contro nessun altra squadra.

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Non ho ancora capito se i motivi sono da addebitarsi ad una nostra incapacità a far fronte ad un avversario superiore, o perché ci scordiamo proprio in queste occasioni le regole del gioco, o speriamo che se le scordi l’arbitro, o proprio per un fatto stranamente statistico da conservare negli annali e da poter analizzare e giudicare ex post solo fra qualche anno.

Un altro aspetto negativo della Rugby Rovigo di quest’anno è l’incapacità di trovare una figura certa che possa realizzare i calci franchi. Cosa che invece ha già indovinato il Calvisano, tanto da far sembrare il suo realizzatore il nuovo Diego Dominguez della situazione. Il paradosso della sorte ci sorride in faccia, tra l’altro, perché proprio quest’anno abbiamo avuto nella rosa della squadra il figlio dell’indimenticato campione della nazionale italiana. Mi chiedo: ma possibile che, come una volta, non si facciano allenamenti mirati e continui per migliorare questa abilità tecnica? Centrare i pali non è mai una cosa facile, neanche da vicino, ma penso che poterlo fare sia una questione di esercizio e abnegazione uguale a quella che ci mettono i vari Edoardo Lubian nei placcaggi, i vari Halvorsen e Ferro nelle ripartenze, o i Momberg e i Cicchinelli nelle riconquista del pallone da terra. Questo penso lo sappiano i calciatori, ma ripeterlo giova sempre, e non si ribadisce per mero esercizio di critica, ma per spronare ad impegnarsi di più.

E veniamo agli aspetti positivi. Odiete è “tanta roba” per il Rovigo. David aumenta la cilindrata della squadra e la sua meta sabato è stato qualcosa d’imperioso, un misto d’intelligenza e forza bruta. Ogni volta che ha i pallone in mano mi sento confortato e rassicurato sugli sviluppi del gioco. Ne ricalca le stesse orme Massimo Cioffi, che si dimostra sempre elettrico e pronto al gioco d’attacco. Sinceramente tutti i trequarti sono fantastici e ogni volta che il pallone viene mosso, non posso trattenere il fiato, e mi sembra quasi di volare in meta assieme ai bravi Denis Majstorovic, Diego Antl, Guido Barion, ecc.

Un altro aspetto positivo dalla partita di sabato è stata la sicurezza ritrovata in mischia chiusa. Momberg sta facendo miracoli sia coi “vecchi” che coi “giovani”, questo ci fa ben sperare per il futuro prossimo.

Il terzo, ma non l’ultimo aspetto positivo della Rugby Rovigo è il grande cuore rossoblu che i suoi tifosi manifestano ad ogni occasione cruciale. Questa volta è toccato a quel galantuomo di Lorenzo Marra farsi carico di tutta la passione dei tifosi rodigini verso la propria squadra adoperandosi nella raccolta soldi per pagare la multa arbitrale e per donarne la parte eccedente in opere di beneficienza per la comunità. Davvero un bel gesto, più unico che raro.

Ripensando agli obiettivi di Umberto Casellato ad inizio stagione: quello di far divertire il pubblico e di far esordire tanti giovani, mi ha ricordato le parole di un produttore italiano di musica da discoteca verso il proprio pubblico: “La ragione per cui sono qui è la stessa per cui siete qui voi: qualcuno che mi possa far sentire felice, qualcuno di cui possa andare fiero, qualcuno che mi possa mettere il sorriso in volto. E anche quando le cose non vanno bene, se tu senti questi messaggio è perché sei qui con me, e ora noi cammineremo insieme” (Giuseppe Ottaviani).

Stefano Padovan

Articolo di Lunedì 22 Aprile 2019

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