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SCHEDE OSPEDALIERE REGIONE VENETO

L'ospedale di Adria rimane declassato, confermati i tagli a Pediatria

Presentata dall'assessore Manuela Lanzarin la bozza delle schede ospedaliere dopo l'ascolto delle richieste del territorio. "Polesine bastonato" commenta Patrizia Bartelle, consigliera regionale e membro della Quinta commissione regionale

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VENEZIA - Tempi bui per Adria. L’ospedale nel riesame (ancora interlocutorio) delle schede ospedaliere rimane declassato. La politica locale non è riuscita ad imporsi a Venezia tanto che i tagli fatti al reparto di Pediatria non sono stati recuperati nelle proposta odierna dell’assessore regionale alla sanità. Se venissero confermati definitivamente i tagli di Pediatria (tolta l'apicalità e ridotti i posti letto da 24 a 8) si riaprirebbe lo spettro della chiusura del punto nascite, che esula dalle competenze della Regione Veneto e che quindi al momento è aperto in deroga alla indicazioni di chiusura del Ministero.

Manuela Lanzarin, l’assessore alla Sanità della Regione Veneto, affiancata dal direttore generale regionale Domenico Mantoan, ha presentato oggi, 23 aprile, alla Quinta Commissione del Consiglio regionale una bozza contenente alcune proposte di modifica delle schede ospedaliere, che verrà formalizzata nel suo complesso nella giornata di domani.

Proprio oggi si è capito quanto richiesto nei giorni scorsi attraverso audizioni, incontri con le delegazioni del territorio, sindaci e presidenti della conferenza dei sindaci, possa diventare realtà. Di quanto chiesto dal Polesine è stato accolto poco, ma soprattutto non la richiesta principale, ovvero che all’ospedale di Adria non fosse tolta la qualifica di spoke (come è adesso); qualifica ripristinata nella bozza odierna per gli ospedali di Venezia, Chioggia (VE) e Villafranca (VR) e per i nosocomi di Montebelluna e Castelfranco (TV) nella definizione “Spoke a due gambe”.

Quanto accolto in bozza dall’assessore regionale è spiegato da Patrizia Bartelle, consigliere regionale di Italia in Comune: all’ospedale di Rovigo è stata aggiunta l’apicalità di Neuroradiologia e i 24 posti letti di Psichiatria spostati da Adria all’ospedale del capoluogo. A Trecenta sono stati aggiunti i 4 posti letto di Terapia intensiva. Ad Adria, rispetto alle schede ospedaliere presentate, sono state aggiunte le apicalità di Chirurgia generale e Urologia, mentre vengono tolte le apicali di Otorino e Psichiatria. Ad Adria sono stati aggiunti i 25 posti letto di riabilitazione generale.

“L’assessora Lanzarin - spiega la consigliera regionale Patrizia Bartelle - ha sciorinato azienda per azienda le modifiche decise dalla giunta Zaia in seguito alle audizioni con i sindaci, i sindacati, le rappresentanze degli operatori. In pratica hanno ascoltato solo i direttori generali delle Ulss, senza alcun rispetto per i territori: un primario qua un altro là ( le chiamano apicalità), ti do uno spoke però su due ospedali e non su uno solo, ti tolgo otorino ma ti rendo chirurgia, la direzione medica la rimetto ma ti cavo un po' di posti letto…”. "Quanto accaduto oggi nella Quinta Commissione che doveva discutere di schede ospedaliere è un vero esempio di macelleria sanitaria!”. "Insomma il mercato delle vacche nella sanità ospedaliera!” commenta Bartelle.

"Per adesso ad essere intonso, anzi a guadagnarci è il Privato, che rafforza ancora più la presenza nel territorio e il volume delle attività. Un feroce mercanteggio si è svolto sulla pelle dei cittadini, e con i soldi delle loro tasse.” "Speriamo - conclude la Bartelle - che il 2020 sia davvero l’anno in cui ci libereremo della gestione leghista della Regione e della sanità veneta in particolare”.

 

Articolo di Martedì 23 Aprile 2019

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