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MIRACOLO A ROSOLINA

[VIDEO] Il piccolo Giorgio è salvo

Il neonato è stato chiuso all’interno di una borsa rossa subito dopo il parto che è stata trovata quasi per caso nei pressi del cimitero di Rosolina

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ROVIGO - Giorgio (così è stato chiamato la piccola creatura) ce l’ha fatta! Il neonato abbandonato a fianco del cimitero di Rosolina (LEGGI ARTICOLO) nei pressi della recinzione esterna all’interno di una borsa rossa è stato salvato e sopravvivrà. 

Lo si potrebbe definire un piccolo grande miracolo post pasquale quello avvenuto nella giornata di mercoledì 24 aprile. Quelle che si sono verificate, infatti, sono una serie di coincidenze che non possono non far pensare a un vero e proprio fatto straordinario. 

“Abbiamo ricevuto una chiamata alle 9.53 - racconta il direttore del Suem, Marco Sommacampagna ricostruendo l’intera vicenda nel corso di una conferenza stampa in Cittadella sanitaria - in cui ci avvisano che c’è un bambino abbandonato. Attiviamo il codice di massima priorità, allertando anche le forze dell’ordine che erano già state attivate dalle persone che hanno effettuato il ritrovamento. Alle 9.55 l’equipaggio parte da Porto Viro dalla casa di cura Madonna della Salute e arriva sul posto alle 10.01”. 


Il bambino viene trovato all’interno di una borsa sportiva
, nudo, con il cordone ombelicale attaccato e la placenta. Il neonato viene immediatamente raccolto, asciugato, messo al caldo e viene reciso il cordone ombelicale, consegnando in seguito la placenta alla pediatria per fare le analisi del caso. “Per fortuna il bambino non era in ipotermia - prosegue Sommacampagna - il medico l’ha valutato in 37 settimane. Per un attimo avevamo pensato di portarlo a Padova con l’elisoccorso ma i tempi di arrivo erano maggiori rispetto ad Adria e quindi abbiamo puntato lì perché l’obiettivo principale era scaldarlo”. Secondo il personale medico il parto non deve essere avvenuto più di mezz’ora prima del ritrovamento ed è solo un caso che una passante che stava con un'amica andando a trovare i propri cari al camposanto lo abbia udito, che il tempo sia stato favorevole da non far morire la creaturina di freddo. 

“Lo abbiamo chiamato Giorgio - dice il direttore del Suem - perché l’infermiera che lo ha preso in braccio per prima si chiama Giorgia Cavallaro; assieme a lei c’erano il medico Anna Tarabini e l’autista Marco Marangon (LEGGI ARTICOLO)”. 

“Appena arrivato ad Adria - spiega il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella - il bambino è stato portato in Pediatria. Il bollettino è positivo: appariva in buone condizioni, vitale, pesa 2,7 chilogrammi, 46 centimetri di lunghezza. Questo significa che è un neonato con gravidanza completa. Era senza vestiti ed era ancora sporco di meconio il liquido che accompagna la nascita di un neonato”. Tutti indizi che portano a pensare che il piccolo sia venuto al mondo circa 30 minuti prima del suo ritrovamento. Difficile dire se sia stato portato in loco da qualcuno o se il tutto sia avvenuto magari in una casa nelle vicinanze. 

Per sicurezza è stato messo nella termoculla e, nella mattinata, poco prima della conferenza stampa delle 13 per dare alla stampa tutte le informazioni, aveva finito il suo primo pasto da ospite della pediatria di Adria. “Siccome l’idratazione era buona - dice Compostella - non è da escludere che abbia fatto una poppata prima di essere messo nel cassonetto”. A breve inizieranno anche le vaccinazioni a scopo preventivo, “va comunque tenuto sotto osservazione: il rischio che si corre in casi simili è quello infettivo, visto il luogo in cui è stato ritrovato”. 

Dall’azienda sanitaria fanno sapere che erano 19 anni che non si verificava un simile evento: l’ultimo caso era avvenuto nel 2000 quando venne trovata da una pattuglia delle forze dell’ordine una persona che stava partorendo dietro ad un cassonetto. Anche in quel caso il neonato si è salvato. “E’ impossibile capire l’età della mamma, si desume che debba essere una giovane, possiamo solo dire che nei nostri ospedali non è entrata nessuna persona con le caratteristiche di una donna che avesse appena partorito” dice il direttore generale che ha anche voluto commentare la tristezza della vicenda “lo è doppiamente perché ci sono altre possibilità. Anche la nostra azienda promuove un progetto che è quello di permettere nel caso di un parto di non riconoscere il bambino e di lasciarlo dove è nato affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica”. 

Giorgio sarà trasferito a breve nell’ospedale di Rovigo, mentre le indagini delle forze dei carabinieri sono già partite per risalire all’identità della madre, mentre alla redazione di Rovigooggi.it qualcuno si è già fatto avanti per adottare il piccolo. 

Articolo di Mercoledì 24 Aprile 2019

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