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PORTO VIRO

I tre angeli che hanno salvato il neonato

Sta bene il neonato abbandonato trovato al Cimitero di Rosolina, Anna Tarabini, Giorgia Cavallaro e Marco Marangon gli operatori del 118 chiamati da una signora che lo hanno salvato

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PORTO VIRO (RO) - Giorgio ha fatto la sua prima poppata, vitale e sereno, accudito dai medici e dagli infermieri dell’Ospedale di Adria . E’ insieme straziante e gioiosa la storia che ha coinvolto oggi i professionisti del 118 provinciale dell’Azienda Ulss 5, i carabinieri del Comando di Adria, una signora ultrasettantenne ed una sua amica a Rosolina. Il neonato abbandonato era rinchiuso nudo all’interno di una borsa sportiva (LEGGI ARTICOLO), a destra della porta d’ingresso della camera mortuaria del cimitero di Rosolina, ed era nato da meno di tre ore.

Una delle due signore ha chiamato il 118 e i carabinieri perché ha udito dei flebili vagiti. Si chiamano Anna Tarabini, Giorgia Cavallaro e Marco Marangon. Sono il medico, l'infermiera e l'autista dell'equipaggio del 118 che hanno salvato la vita al neonato abbandonato (LEGGI ARTICOLO). Tre angeli che hanno tramutato una possibile tragedia in una splendida storia, di professionalità, emozione e umanità. 

“Quando siamo arrivati - dicono i professionisti del 118 - abbiamo sentito il pianto del piccolo. Il bimbo era in una borsa rossa, di pelle, abbandonata a lato del cimitero. Era scuro in volto, piangeva disperato, sporco della placenta e del meconio. Si vedeva che era stato partorito da pochissimo. Lo abbiamo tirato fuori dalla borsa e abbiamo fatto i test per capire come stesse. Lo abbiamo pulito e avvolto, riscaldato, perché aveva già le estremità cianotiche". Nonostante la giornata tiepida, non avrebbe potuto sopravvivere comunque a lungo, nudo e all'aperto.

Racconta l’infermiera: "Lo ho preso in braccio, lui ha aperto gli occhi, mi ha guardato, gli ho fatto una carezza sul minuscolo viso, lui ha cercato subito con la bocca il mio dito. Aveva fame. E per tutto il viaggio, ha succhiato il mio dito, mentre me lo tenevo stretto al petto. Non lo ha lasciato più".

Una emozione enorme, anche per chi, ogni giorno, conosce da vicino la vita e la morte come Anna e Giorgia.

Articolo di Mercoledì 24 Aprile 2019

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