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ASSOCIAZIONISMO BADIA POLESINE

[VIDEO] Al Rotary tra Europa possibile e cooperazione internazionale

Lo scorso 16 aprile è intervenuta la segretaria nazionale del Movimento cristiano dei lavoratori, Carlina Valle nell'incontro organizzato dal Rotary club Altopolesine

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BADIA POLESINE (RO) – “Oggi quel che manca all’Europa è l’anima per riprendere una missione comunitaria che superi le convenienze economiche e finanziarie. Diversamente è e rimarrà un’incompiuta burocratizzata, oltretutto perdente nei confronti di Usa, Cina e Paesi emergenti”. 

Sono queste le parole che focalizzano l’intervento di Carlina Valle, segretaria nazionale del Movimento cristiano dei lavoratori, nell’incontro organizzato il 16 aprile scorso dal presidente del Rotary club Altopolesine, Giovanni Fortuna alla vigilia dell’importante appuntamento elettorale per il rinnovo del parlamento europeo. 

Nel suo intervento, Carlina ha chiarito che per rilanciare il pensiero europeo è necessario recuperare lo spirito dei padri fondatori De Gasperi, Adenauer e Schuman nel solco della comune radice cristiana, nell’affermazione della sussidiarietà che ponga al centro il lavoro e l’impresa. 

“Siamo un continente vecchio” e questo introduce una riflessione sul declino demografico irrisolvibile con l’incremento dei flussi migratori. Andrebbero invece sostenute, con idonee politiche, la famiglia e la natalità. Naturalmente l’Europa ha anche dei meriti: 75 anni di pace nel continente, un diffuso benessere e il raggiungimento di accordi internazionali che difficilmente i singoli paesi avrebbero potuto stipulare. 

Fra questi Carlina ha parlato diffusamente dei progetti di cooperazione con Africa, Caraibi e Pacifico promossi con i fondi europei che ammontano, nel quinquennio 2014/2020, a 30,5 miliardi di euro (ai quali l’Italia partecipa per 12,5%). 

Il Movimento cristiano dei lavoratori, attraverso l’ong Cefa (Comitato europeo per la formazione e l’agricoltura) fa la sua parte operando in diversi paesi del Terzo mondo. In particolare Carlina Valle, per competenza ed esperienza personale, si è soffermata (con l’ausilio di un video) sui progetti realizzati in Tanzania. 

Il primo “sulle disabilità inclusive” è stato realizzato a Dar Es Salam (l’ex capitale) e si articola in laboratori di cucito, giardinaggio e laboratori teatrali per minori. Il secondo progetto, denominato Kilolo (ovvero macina del grano) sviluppa una micro economia del mais attraverso la realizzazione di una scuola agraria. 

Il terzo riguarda la costruzione di una casa di accoglienza per bambini affetti da Aids e per le loro madri, spessissimo abbandonate. Il più qualificante, realizzato col contributo di Granarolo, è stato però quello della realizzazione di una vera e propria filiera del latte a Njombe, la “Milk factory”, grazie alla quale si è dato lavoro a 30 giovani impegnati per la produzione di formaggi con i 3mila litri di latte che quotidianamente 800 allevatori conferiscono. Parte del latte è venduto per pochi centesimi alle 58 scuole del distretto, contribuendo a migliorare le condizioni vita della popolazione.  Questo progetto è stato premiato nella categoria sviluppo sostenibile all’Expo di Milano 2015. 

Infine a Matembwe è stata costruita una centrale idroelettrica che serve l’intero omonimo distretto. La cooperazione siffatta, ha concluso la relatrice, contribuisce a frenare il flusso migratorio migliorando la vita di quelle persone (anzi si sta assistendo ad un di ritorno dei giovani). Nell’animato dibattito finale, qualcuno ha posto l’accento sulle responsabilità occidentali circa le cause dell’arretratezza e del sottosviluppo dell’Africa, spogliata delle sue preziose risorse immolate sull’altare del miraggio della crescita infinita; un ostacolo sulla strada meritoria della cooperazione perseguita da Mcl-Cefa.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Mercoledì 24 Aprile 2019

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