25 APRILE CASTELNOVO BARIANO
Massimo Biancardi: “La Liberazione deve essere un messaggio solidale”
Il sindaco di Castelnovo Bariano quest’anno ha festeggiato il 25 aprile a San Pietro Polesine assieme all’Anpi e al giovane sindaco dei ragazzi, Sara Montagnana
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CASTELNOVO BARIANO (Rovigo) - Il 25 aprile è stato festeggiato a San Pietro Polesine prima con la messa delle 11, poi con la deposizione di una corona al monumento ai Caduti di tutte le guerre e i discorsi celebrativi.
Don Graziano Giuriati ha parlato della “festa della Liberazione come l'inizio dell'Italia democratica, libera, repubblicana, una libertà responsabile e solidale. San Paolo nella lettera ai Galati dice che siamo chiamati a libertà, libertà come evento, Cristo ci ha liberati. Il cristiano che accoglie la libertà di Cristo diventa costruttore di un mondo libero”.
Dopo la messa, si è riunito il corteo con il labaro comunale e la benedizione al monumento ai Caduti.
Il sindaco Massimo Biancardi ha detto che “nei due mandati dal 2009 non sono mai mancato a questo classico appuntamento che si svolge annualmente in alternanza tra il capoluogo castelnovese e la frazione sampietrese. Ci manca oggi tanto Armando Giglioli, morto quasi centenario e benemerito dell'associazione combattenti e reduci. Questo 74° anniversario della Liberazione deve essere per tutti messaggio di unione solidale per il bene comune”.
Sulla stessa lunghezza d'onda Carlo Ferraresi, referente locale Anpi, per cui “le giovani generazioni devono conoscere il passato per capire il presente, come la lotta partigiana ha ben dimostrato”.
L’epilogo quindi non poteva che spettare a giovani come il sindaco dei ragazzi, Sara Montagnana, accompagnata dal vice Jacopo Fanti e dalla segretaria Noa Natali. Il messaggio celebrativo è stato letto alternativamente. “Un grande onore prendere la parola a nome della scuola primaria e secondaria di Castelnovo Bariano dove sono sindaco dei ragazzi per la terza generazione. Un giorno di festa oggi, la festa più importante, la festa della Liberazione, della libertà. Un momento pieno di allegria e di gioia da condividere insieme. Quella gioia che vissero i nostri nonni e bisnonni quando l'Italia uscì dall'incubo della dittatura ed ebbe inizio la democrazia, una democrazia liberatoria che ha messo tutti in pace, da quel giorno ad oggi e grazie alla quale io sono qui per parlarvi. Noi studenti vogliamo ringraziare chi la lottato e si è sacrificato, andando avanti. Solamente salendo sulle spalle di chi ha combattuto, siamo in grado di goderci il sole in pieno viso e assaporare la libertà”.
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