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ECONOMIA FICAROLO (ROVIGO)

L’Europa per non essere fagocitati dalle grandi potenze 

Secondo Fabio Rizzi, intervenuto in un convegno organizzato dal comitato “Siamo Europei”, un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea indebolirebbe entrambe le parti

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FICAROLO (RO) - La serata organizzata dal comitato “Siamo Europei” di Ficarolo, non solo ha avuto una partecipazione inusuale per il piccolo Comune rivierasco, ma è stata davvero una occasione di capire, fuori dai consueti litigi televisivi, cosa ha significato e può ancora significare il voto U.K. sulla Brexit

Non accade spesso nei piccoli comuni di poter ascoltare e discutere di problemi rilevanti per il futuro con relatori preparati.  In questo caso, per i partecipanti all’incontro “Lezioni dal dibattito su Brexit”, l’occasione è stata colta. Circa sessanta persone hanno potuto ascoltare serenamente la lezione del professor Fabio Rizzi ed intervenire con domande sul possibile futuro dell’Europa.

Cosa possiamo imparare dalla vicenda Brexit? Il professor Rizzi che per la proprie attività viaggia spesso nel Paese britannico e gode della doppia cittadinanza, ha spiegato con dati ed esempi le ragioni per cui un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea indebolirebbe entrambe le parti. Ed è stato con lo spirito di chi vuole avere strumenti di analisi e di valutazione sul significato e l’importanza non solo di Brexit, ma anche dell’appartenenza all’Unione Europea, che il pubblico si è avvicinato all’evento in vista delle prossime elezioni europee del 26 maggio.

In particolare il professor Rizzi si è soffermato su quattro punti fondamentali da cui si dovrebbe trarre insegnamento dal voto britannico: i limiti e i rischi della democrazia diretta, la debolezza del mito della sovranità, il ruolo della classe politica e il tempo e il contesto in cui il voto è avvenuto.

La possibile uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha molto da insegnare ai cittadini comunitari. I ventotto Stati singolarmente presi non possono avere l’influenza politica necessaria per competere con le grandi potenze mondiali come Cina, Russia, Stati Uniti e in prospettiva l’India. Lo stesso negoziato tra Regno Unito e Unione Europea sta dimostrando un’asimmetria di forze in gioco a favore dell’Unione. Inoltre, dal punto di vista economico uscire dall’Unione è una scelta onerosa e tale da comportare una riduzione del prodotto interno lordo, tanto da spingere anche le forze più euroscettiche a soddisfare le loro istanze sovraniste senza però abbandonare l’appartenenza all’Unione. Esistono infine ragioni culturali per cui “più siamo e meglio stiamo”, dice il professor Rizzi, che come docente universitario ha tenuto corsi di finanza, comportamento organizzativo e gestione aziendale a Manchester e ad Oxford, e attualmente insegna economia degli intermediari finanziari e strategia aziendale presso l’Università di Bologna.

Articolo di Lunedì 29 Aprile 2019

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