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SANT’URBANO (PADOVA)

L’attività fisica come strumento per l’inclusione sociale

Il meeting di tre discipline sportive: calcetto, palla rilanciata e pallanuoto. Protagonisti sono stati i ragazzi degli Istituti Polesani di Ficarolo e le ragazze della Sacra famiglia di Fratta Polesine insieme agli alunni delle scuole medie dell’Istituto

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SANT’URBANO (PADOVA) - Lo scorso 26 aprile, Sant’Urbano ha accolto, per l’ottava edizione consecutiva, il meeting intercomunale d’inclusione sociale “Lo sport… per tutti” che coinvolge circa 200 ragazzi (dei quali 57 dell’istituto comprensivo di Stienta/Ficarolo e 20 di Fratta Polesine). L’incontro che ha ottenuto il patrocinio della Regione Veneto ed il sostegno dell'assessore Cristiano Corazzari, è stato pensato per favorire l’inclusione sociale attraverso la pratica sportiva mista (ovvero mettendo in campo i disabili con i normodotati) e si sviluppa in tre discipline sportive: calcetto, palla rilanciata e pallanuoto. Protagonisti sono stati i ragazzi degli Istituti Polesani di Ficarolo e le ragazze della Sacra famiglia di Fratta Polesine insieme agli alunni delle scuole medie dell’Istituto comprensivo di Stienta, Ficarolo e Sant’Urbano.

Alla manifestazione erano presenti anche il sindaco di Ficarolo, Fabiano Pigaiani, il sindaco di Stienta, Enrico Ferrarese, e Lorenzo Lorenzoni, psicologo della struttura sanitaria rivierasca.

“E’ l’ottava volta che partecipo – ha detto Pigaiani - e ne sono entusiasta perché si tratta di un appuntamento veramente inclusivo e molto sentito dagli ospiti degli Istituti Polesani. Per questo, l’amministrazione comunale che rappresento, è felice di dare il proprio sostegno”.

“Quanto a me - spiega il sindaco di Stienta Ferrarese - partecipo da tre anni proprio perché credo che questa iniziativa sia importante. Qui si vede nel concreto, cosa si può fare per migliorare la vita dei tuoi concittadini svantaggiati. Chiunque provi questa esperienza, esce arricchito e rinfrancato per il fatto di aver vissuto un momento ‘puro’, di umanità, di vicinanza, d’inclusione e, soprattutto, capace di insegnare ai giovani il rispetto per l’altro. Ho un passato d’impegno sportivo e so bene come lo sport costituisca un elemento unificatore in tal senso.”

“Il presupposto sportivo - sono state le parole di Lorenzo Lorenzoni - rappresenta un formidabile veicolo per mettere in contatto i giovani normodotati con quelli portatori di fragilità, in una prospettiva pedagogica di crescita comune. Peccato che in zona non vi sia una struttura idonea per queste attività".

Ai due sindaci, costretti a emigrare nella bassa padovana per realizzare questa nobile iniziativa, va dato il merito di aver costruito un’ammirevole sinergia istituzionale che antepone i bisogni dei cittadini a qualsiasi logica di costo o di opportunità politica.  Anche solo per questo motivo, la notizia merita risalto, accompagnata da una perplessa riflessione sul gran parlare che in queste settimane vede la scena mediatica “occupata” da promesse elettorali d’ogni tipo, promesse troppo spesso e troppo velocemente dimenticate. Potremmo amaramente anche dire, scorrendo la cronaca degli ultimi anni, che i volti dei politici passano mentre i problemi della gente restano. Non in questo caso, almeno.

Renzo Badiali già presidente di Unisport Rovigo ed oggi di Acquambiente che gestisce il polo natatorio di Sant’Urbano ha, infine, sottolineato come gli spazi messi a disposizione per questo tipo di progetto siano assolutamente idonei e sicuri: una vasca didattica profonda 50 cm, una vasca media di 120cm e una vasca grande la cui profondità è di 195cm, attrezzata con un sollevatore.  

Al termine della manifestazione ha partecipato alla premiazione il direttore degli Istituti Polesani Iles Braghetto.

 

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 29 Aprile 2019

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