Condividi la notizia

INQUINAMENTO PFAS

Veneto esperto in Pfas, convocato il tavolo tecnico nazionale 

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa annuncia istituzione di tavolo tecnico per porre limiti nazionali. Il Veneto chiamato come regione esperta, ma Patrizia Bartelle (Italia in Comune) invita la Regione fare screening su tutti i residenti 

0

VENEZIA - “L’intero territorio della Regione Veneto potrebbe essere area interessata, prova ne sia il recente ritrovamento di altissimi livelli di Pfas nel tratto polesano del fiume Po che rientra nella competenza territoriale della Ulss Polesana.” Lo sostengono i consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia in Comune), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Cristina Guarda (Civica Amp) che precisano.

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha annunciato che la prossima settimana verrà istituito un tavolo tecnico nazionale con l’obiettivo di porre limiti nazionali all’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (Pfas). Al tavolo saranno chiamati a partecipare, oltre ai rappresentanti del Ministero stesso, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e la Regione del Veneto nel ruolo di ente esperto in materia. 

L’annuncio è avvenuto nel corso della Conferenza del Bacino Padano, alla quale hanno partecipato i responsabili dell’ambiente di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. L’incontro convocato dal Ministro prevedeva tra i punti all’ordine del giorno anche di trattare il tema dei limiti all’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche, così come sollecitato a più riprese dall’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Giampaolo Bottacin. Questo, in particolare e ancor più, in seguito ai più recenti rilevamenti sul fiume Po che hanno evidenziato un’allarmante presenza di C6O4 (Pfas di nuova generazione) duemila volte superiore ai livelli registrati nell’area interessata dall’inquinamento della Miteni di Trissino. 

“Siamo a totale disposizione del Ministero per portare la nostra esperienza in materia, – sottolinea l’assessore regionale all’ambiente Bottacin - soprattutto fornendo i dati registrati in questi anni relativi alla presenza di Pfas nel nostro territorio regionale. Chiediamo altresì velocità ed immediatezza nel trattare un tema che, come dimostrano i rilievi lungo il fiume Po relativi alla presenza di anomale concentrazioni di C6O4, ha carattere nazionale e come tale va affrontato soprattutto a tutela di tutte le popolazioni interessate”.   

Il Ministro ha inoltre spiegato ai rappresentanti delle regioni del territorio padano di avere chiesto alla Commissione Europea di porre limiti di 100 nanogrammi per la somma dei Pfas, 30 per i Pfos e 65 per i Pfoa. Sembra, però, che sul tema sia emersa l’opposizione di alcune nazioni.

Il problema nella Regione Veneto è vasto e non va sottovalutato. “I territori di quattro Aulss su nove, quindi, sarebbero già oggetto di contaminazione. Data la vastità del fenomeno non possiamo escludere che il restante territorio veneto non sia già stato contaminato, oltretutto è sufficiente che un soggetto si rechi anche solo occasionalmente nelle zone contaminate per giustificare l’effettuazione dello screening. Questa mattina - concludono Bartelle, Ruzzante e Guarda - abbiamo depositato una interrogazione per chiedere alla Regione se intenda estendere immediatamente lo screening già in corso a tutti i residenti in Veneto in modo da avere una mappatura completa della situazione e far emergere eventuali situazioni critiche non ancora accertate Pfas, Bartelle (Iic), Ruzzante (Leu), Guarda (Amp): “Lo screening già in corso presso alcune Aulss venete sia esteso subito a tutti i residenti".

Articolo di Giovedì 2 Maggio 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it