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LICEO CLASSICO ROVIGO

La storia negata

Il Celio-Roccati di fatto in centro non c’è più, a nulla sono serviti comitati e raccolta di firme. L’aula magna Elisa Avezzù a disposizione di RovigoRacconta. Chi ha dato le chiavi? Lo chiede Anna Avezzù

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ROVIGO - Ho letto anch’io on-line il programma di Rovigoracconta per il 3/5 maggio. Tra le tante, ho colto alcune informazioni.

La prima è che il Roccati è diventato ex-Roccati. Da quando? Sia mai che dopo la storica sede del liceo classico Celio, anche la sede storica del Roccati ha chiuso i battenti? No! Passando, infatti, dall’elenco degli appuntamenti da tenersi alla sala conferenze dell’ex-Roccati, alla pagina indicante i luoghi, si scopre la dicitura: “liceo classico e linguistico Celio Roccati – sede Celio”. E qui una seconda informazione: la sede Celio è ancora tale, non è, insomma, “ex”. 

Un po’ di confusione, non vi pare?  Non si capisce se ci sia una precisa volontà, una cattiva coscienza o solo tanta ignoranza. E sì che le cose non sono conosciute mai abbastanza finché non se ne conosca la storia.
Ma qui la storia è negata. 

Se vogliamo proprio raccontare Rovigo potremmo ricordare per l’ennesima volta che l’edificio di via Badaloni 2, sede storica del Celio, è stato definitivamente abbandonato come scuola dal primo settembre 2018; il 15 novembre successivo, in assemblea cittadina alla Gran Guardia sul destino dell’ormai ex-Celio, l’allora assessore Saccardin oppose numerose quanto vaghe resistenze ad una rappresentanza studentesca del liceo classico Celio che chiedeva l’uso della accogliente e perfettamente attrezzata aula magna “Elisa Avezzù” (il cui ricordo potrebbe ben essere coltivato dall’intera cittadinanza e non solo dalla scuola – l’ormai ex-liceo Celio – che le ha fornito i primi rudimenti di quella cultura antica nella cui conoscenza ha poi primeggiato); a tutt’oggi il Comune proprietario non ha ancora fatto richiesta alla Provincia di restituzione dell’edificio, stante il decadere delle condizioni di gestione da parte di quest’ultima. 

Viene da chiedersi da chi gli organizzatori di Rovigoracconta hanno avuto autorizzazione e chiavi per entrare in quella stessa aula magna. Da una Provincia che non ha più autorità sull’edificio non essendo più sede scolastica? Da una dirigente del Celio-Roccati, che forse ha le chiavi, ma certo nulla ha fatto affinché gli studenti del liceo Celio possano continuare ad avvalersi delle valide infrastrutture presenti, almeno fino a pochi mesi fa, in quell’edificio? Dal Comune, che, ormai a distanza di otto mesi, non ha ancora espletato il passaggio formale di riacquisizione del pieno uso dell’edificio? E le preoccupazioni sulla sicurezza e sulle condizioni igieniche degli ex-esponenti della giunta comunale non valgono se ad entrare in quell’edificio sono comuni cittadini?

Qualche riflessione inevitabile anche sui titoli degli incontri. “Il coraggio della memoria” è uno. Ironia della sorte, dovrebbe tenersi proprio nella sala conferenze ex-Roccati, che – ora tutti dovrebbero ricordarlo – con il Roccati nulla ha a che fare, essendo, a tutti gli effetti, ex-Celio, o, chiamandola con il suo nome: “Elisa Avezzù”. L’altro titolo è “Una Spa per l’anima - Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini”. L’incontro si terrà in Accademia dei Concordi. Se gli organizzatori avessero memoria di qualche pagina scritta dalla grecista, forse l’aula magna “Elisa Avezzù”, nella sede dello storico liceo classico – sarebbe un viatico più confacente per trattare questo argomento.

Anna Avezzù

Articolo di Venerdì 3 Maggio 2019

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