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SANITA’ ULSS5 POLESANA

Il Pd fa quadrato con i sindacati a Canaro sul tema delle schede ospedaliere

Il Partito democratico lo scorso 29 aprile ha organizzato una serata sulla sanità e le scelte della Regione Veneto. Presenti Davide Benazzo, Diego Crivellari, il consigliere regionale Claudio Sinigalia

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CANARO (Rovigo) - Serata informativa il 29 aprile a Canaro sulle schede sanitaria che stanno per essere varate dalla Regione, tema estremamente sentito, vista la notevole partecipazione che c’è stata. 

In qualità di vice segretario del circolo Pd di Canaro, Lorenzo Zacconella ha voluto ringraziare i presenti ma soprattutto gli ospiti che hanno fatto sì che la serata riuscisse tra cui: Davide Benazzo, segretario provinciale Cgil, Diego Crivellari, già parlamentare del Partito democratico e Claudio Sinigalia, vicepresidente della V commissione. 

Benazzo ha illustrato i tagli ulteriori che sono previsti in questo nuovo piano socio sanitario ossia “la perdita delle apicalità di urologia e chirurgia all’ospedale di Adria a favore dell’ospedale di Porto Viro (privato), la perdita dell’unità spinale che da Trecenta passa a Rovigo, l’implementazione dell’area chirurgica di Santa Maria Maddalena che si vede aumentare i posti letto extra regione da 8 a 31, l’accorpamento di psichiatria all’ospedale di Rovigo, togliendo gli 8 posti letto che vi erano ad Adria, con uno svuotamento nel medesimo dell’area materno infantile che rischia di chiudere definitivamente”. 

Crivellari ha sottolineato a più riprese che “con questo tipo di politica, saranno penalizzati i pazienti che soffrono di malattie croniche, i quali saranno costretti a spostarsi verso centri più attrezzati a discapito delle persone più anziane che subiranno non pochi disagi”. 

Sulla stessa linea di Benazzo c’è Sinigaglia, che ha mostrato tutta la sua preoccupazione quando ha detto che “si rischia la cancellazione definitiva dell’ospedale di Trecenta, ricordando inoltre che saranno eliminate le lungo degenze, trasformandole in ospedali di comunità, con la peculiarità che dopo il trentesimo giorno il privato dovrà pagare di tasca propria l’assistenza ricevuta”. 

Zacconella ha concluso dicendo che “i problemi della sanità non si risolvono finanziando i privati che a loro volta scaricano i costi sui cittadini, questo è un primo e preoccupante passo verso la privatizzazione del sistema sanitario cosa assolutamente inconcepibile per uno stato sociale come il nostro, Zaia dovrebbe fare i conti con la realtà ed accorgersi che sempre più medici veneti emigrano verso altri paesi, il tutto è iniziato con il “punto zero” del 2015 e nel giro di quattro anni la sanità veneta, in particolare quella polesana è stata martoriata da questa giunta”. 

Articolo di Sabato 4 Maggio 2019

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