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#elezioniROVIGO2019

"Persi otto anni. Si può cambiare"

Da Piva a Bergamin, critiche all’operato delle ultime amministrazioni, ma anche ai candidati alle prossime elezioni da parte di Alberto Malagugini

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ROVIGO - Esiste una sindrome, che colpisce i politici incapaci, chiamata Nimto (Not In My Terms of Office, non durante il mio mandato), che li porta a rimandare ogni decisione importante. Rovigo negli ultimi 8 anni ha subito questo problema: due amministrazioni, entrambe di destra, incapaci di prendere le decisioni necessarie, hanno bloccato la città, impedendone lo sviluppo e facendoci perdere terreno nei confronti dei territori vicini. 

Rovigo, grazie a Piva e a Bergamin, ha perso 8 anni di vita che nessuno ci restituirà, 8 anni sottratti in cui ci sono state negate possibilità di lavoro, di fare impresa, di vita sociale e culturale. Tanto tempo perso, riempito di tutto quello che una classe politica inadatta può fare per distrarre dal proprio fallimento: litigi continui, corse alle poltrone, balletti tra assessori, e sceneggiate, tante sceneggiate (spesso in diretta tv) per dare l’idea di fare comunque qualcosa. L’ultimo sindaco ha affrontato il degrado togliendo due panchine, ci ricordiamo? Ha promesso sicurezza, ma non ha fatto altro che invocare l’aiuto dell’amico Putin. Per il commercio ha fatto un giro a vedere le bancarelle in fiera d’Ottobre e l’ha chiamato ronda. 

Per il traffico, la giunta è direttamente caduta, vergognandosi di aver usato noi cittadini come cavie di esperimenti balzani sulla viabilità. Due giunte inutili, le ultime di destra, entrambe cadute per mano amica, ma anche stavolta vediamo gli amici che si sono sfiduciati tornare assieme per le elezioni: quanto ci metteranno a riprendere a litigare e a perdere tempo? Rovigo ha bisogno di autorevolezza e di serietà, non di spettacolo e furbizia. Ha bisogno di ciò che garantisce Gaffeo e le liste che lo sostengono, partiti e movimenti civici di ispirazione progressista, in un centrosinistra plurale e unito. E questi sono segnali importanti, perché avere un accordo politico saldo dall’inizio, con un candidato competente, è prova di un modo di fare politica radicalmente diverso. 

Non gruppi di potere per il potere, e nemmeno, attenzione, una persona sola, Silvia Menon, che, da sola, decide che la sua lista civica personale debba candidare se stessa. Tutti fanno promesse, ora, che poi chissà se manterranno: bene, il centrosinistra ha la forza e la compattezza per mantenere ciò che dice, e di farlo, come è successo con l’ultima amministrazione seria, quella di Merchiori, coinvolgendo i cittadini: in questi giorni Gaffeo incontra quartieri e frazioni, e da Sindaco continuerà a farlo attraverso le consulte territoriali. Possiamo serenamente proporre un futuro diverso, una città diversa, perché come candidati, come liste, dal PD agli altri partiti e civici, agiamo in maniera diversa. 

Mentre altri parlano di bande musicali (dimenticandosi degli istituti musicali di Rovigo, vere eccellenze), noi sappiamo cosa vuol dire proporre maggiori collegamenti per le frazioni, perché conosciamo il problema, ne discutiamo con chi lo vive, ascoltiamo le idee dei cittadini. E così quando parliamo di centro storico da riportare a nuova vita, di aiuti al commercio, di rete sociale, di combattere contro la solitudine, di servizi sociali e pubblici da garantire e implementare, di sicurezza, di salute, di ambiente, di nuovi problemi come la West Nile che non possono essere affrontati con improvvisazione. Noi tutti, cittadini e politica, siamo forza di cambiamento, basta scegliere: vogliamo che tutto resti come ora? Votiamo destra e chi fa demagogia. Altrimenti, votiamo Gaffeo, sindaco di Rovigo.

Alberto Malagugini

Articolo di Martedì 7 Maggio 2019

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