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MUSEO ADRIA (ROVIGO)

I trasparenti gioielli si mettono in mostra

Sarà inaugurata sabato 11 maggio al Museo archeologico nazionale di Adria, Ornamenta. Trasparenze tra storia e design con pezzi pregiati tra antichità e modernità. Aperta al pubblico fino al 14 ottobre

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ADRIA (Rovigo) - Apre i battenti sabato 11 maggio alle 17 al Museo archeologico nazionale di Adria la mostra Ornamenta. Trasparenze tra storia e design che si fermerà in città dal 12 maggio al 14 ottobre.

La giornata inaugurale vedrà il saluto del sindaco di Adria, Omar Barbierato e della direttrice del Museo, Alberta Facchi. Seguiranno la presentazione dei gioielli contemporanei selezionati da Venice Design Week, con le parole della presidente, Lisa Balasso, la presentazione di alcuni oggetti antichi a cura della presidente di Studio D, Alessandra Cuchetti e del lavoro del liceo Bocchi-Galilei.

A due anni esatti dal primo appuntamento (nel 2017: Gioielli tra storia e design) ritorna quindi la mostra Ornamenta. Trasparenze tra storia e design, promossa da Venice Design Week e dal Mibac – Polo museale del Veneto, in collaborazione con l’associazione Studio D archeologia didattica museologia e il patrocinio dell’amministrazione comunale di Adria. Interpreti speciali dell’edizione 2019, gli studenti del liceo Bocchi-Galilei di Adria. 

Alla mostra è collegato il concorso per opere creative Instrumenta Design.

Il dialogo istituito tra passato e futuro in questa seconda edizione della mostra affianca gioielli di designer contemporanei selezionati da Venice Design Week agli splendidi vetri antichi custoditi nei depositi del Museo, solitamente non visibili al pubblico e “portati alla luce” in questa occasione. 

Nell’allestimento, questo speciale accostamento segue un tema principale comune a tutti gli elementi, quello della trasparenza, declinato secondo diverse suggestioni, rimandi, emozioni e particolari evocativi. Le relazioni tra i gioielli contemporanei e i pregiati e rari reperti del museo contribuiscono così  alla lettura degli oggetti stessi e partecipano alla loro valorizzazione.

La piccola esposizione fa parte della rassegna museale #evasioni, una serie di mostre iniziata a novembre 2016 e continuata in questi anni con vari contributi, tanto da essere arrivati all’edizione numero 4 .

I lavori dei designer contemporanei presentati in mostra sono selezionati tra i partecipanti al concorso internazionale Jewelry Venice Design Week Selection con tema "Acqua", edizione 2017 e "Oltre lo sguardo" edizione 2018. I designer Elisabetta CarozziŠpela Čuk (Slovenia), Francesca Di VirgilioSusanne Elstner (Germania), Anna Fanigina (Lettonia), Bruno MicolanoMaria Luisa PalazzoAndreia Popescu (Romania), Cristiana Turano presentano gioielli raffinati e particolari. I materiali utilizzati spaziano dalla carta, argento, resina, colore acrilico della spilla di Cristiana Turano Campello, al Linoleum e inchiostro per xilografia della spilla di Bruno Micolano, all'oro, pietre preziose e diamanti dei gioielli presentati da Maria Luisa Palazzo e Andreia Popescu. Anna Fanigina, ha vinto il premio dedicato all'archeologia nel 2017 ed ha scelto dai depositi del museo alcuni vetri romani con cui relazionarsi per creare un'installazione particolare, rafforzata semanticamente dal fatto che la sua collezione, quest’anno, è ispirata al grande poeta romano Ovidio.

Ai vetri antichi del Museo di Adria la direzione del museo, la dirigenza scolastica del liceo Bocchi-Galilei e i docenti coinvolti hanno dedicato uno dei moduli attivati con i progetti dei fondi strutturali europei Pon del Miur, associato ad attività di alternanza scuola-lavoro. 

Gli studenti, guidati dalla direttrice del museo, dalle archeologhe dell’associazione culturale Studio D e dal tutor scolastico, hanno partecipato alla selezione di reperti vitrei, suddivisi per classi tipologiche: bottiglie, balsamari, olle, coppe, bicchieri e piatti. Una sezione è dedicata inoltre alle tecniche di lavorazione del vetro.

La valenza dell’attività si è sviluppata su più piani, in quanto i ragazzi hanno redatto su due livelli di lettura le didascalie degli oggetti in mostra, accompagnandole con lavori di ricerca specialistica sfociati nell’elaborazione di approfondimenti tematici e di un vero e proprio racconto, uno storytelling, avente per protagonisti tre “reperti speciali”, per le quali hanno anche composto musica originale. Questo percorso sarà fruibile in mostra da ciascun visitatore sul proprio dispositivo semplicemente per mezzo di “qr code” associati alle descrizioni analitiche dei reperti e a curiosità legate alle quattro classi rappresentate.

Tutti oggetti in vetro che ricordano le trasparenze dell’acqua, cioè il primo tema del concorso di Venice Design Week e sono in grado di evocare anche il secondo: il tema/metafora di una trasparenza che va “oltre lo sguardo”. 

Il senso dell’accostamento dei reperti antichi ai gioielli creati dai designer è quindi più esplicito per alcuni pezzi e più nascosto, intrigante e legato a giochi di rimando culturale o letterario per altri. 

Ecco allora, solo per un esempio, che alla grande cascata di colore dell’opera Fragilia (Francesca di Virgilio)che ricorda i capelli scomposti di una grande Gorgone, vengono associate sia bottiglie romane con plastiche anse a nervature, evocative dello scroscio di una cascata, sia una bottiglia mercuriale, con la quale veniva conservato un "pharmakon", che significa “succo curativo” o, anche, veleno.  E, così, si ritorna ai capelli di Medusa...

Oppure, l’imponente collana Charcoal (Susanne Elstner) realizzata dalla designer con carbone di larice e frammenti d’ambra, che viene accostata in mostra non solo alla spilla di Bruno Micolano per grafismi e cromie, ma anche a due preziosi contenitori da Kohl, un ombretto nero per gli occhi, opera forse di officina egiziana del IV secolo avanti Cristo, rinvenuti in una tomba che conteneva anche una splendida collana in ambra. E, anche qui, si ritorna così ai due gioielli contemporanei…

Giochi di rimandi intessono anche  le relazioni per gli altri oggetti/gioielli: il motivo a meandro di un balsamario rimanda a quello di una spilla di carta che si apre a ventaglio come un libro, opera di Cristiana Turano Campello; la collana a spirale e la parure di gioielli di Andreia Popescu dialogano con i portaprofumi preromani e romani, espressione della beltà femminile; il pendente a bolle di  Špela Čuk ricorda le mille iridescenze dell’orlo di un’olla antica. 

E così anche per gli altri gioielli in mostra, per arrivare infine all’accostamento, esplicito e potente, dei vetri antichi con l’anello dal sapore antico di Maria Luisa Palazzo, con le opere in vetro della designer  Elisabetta Carozzi e con i gioielli di Anna Fanigina, recanti frasi in latino.

Il prossimo appuntamento sarà in occasione dell’apertura straordinaria serale del museo con visite guidate alla mostra che si terrà in occasione della Notte europea dei musei, sabato 18 maggio dalle 19.30 alle 22.30.

Articolo di Mercoledì 8 Maggio 2019

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