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INQUINAMENTO

Pfas, a giorni i lavori per stabilire i limiti legali agli scarichi 

Il ministro dell’Ambiente dà il via libera al tavolo per porre limiti nazionali all’immissione nelle acque di Pfas. Anche da Corbola (Rovigo) è scattata l’allerta 

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VENEZIA - Sarà convocata presto, entro dieci giorni, la prima seduta del nuovo tavolo ministeriale che ha avrà il compito di definire limiti nazionali agli scarichi di sostanze perfluoro alchiliche (Pfas).

Ha prodotto, dunque, i risultati attesi dal Veneto la riunione di martedì 7 maggio convocata dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa con i tecnici dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e della Regione del Veneto, rappresentata dal commissario Arpav Riccardo Guolo. Obiettivo dell’incontro era definire i presupposti tecnici per l’avvio del tavolo per porre limiti nazionali, sollecitato da anni dal Veneto e riportato al centro dell’attenzione dopo la presentazione dei dati relativi all’anomala presenza di perfluoropolietere cC6O4 rilevata nelle acque del fiume Po dall’Arpav (LEGGI ARTICOLO DELLE ULTIME ANALISI).

Il Ministro ha, infatti, preso atto di quanto presentato dai tecnici di Ispra e delle varie Regioni presenti che hanno spiegato come, valutando la situazione generale che si è creata, e per poter dare le opportune risposte tecnico- scientifiche ai cittadini allarmati, è necessario mettere prontamente in atto alcune iniziative. Tutto ciò al fine di definire le modalità di trattamento delle acque reflue e stabilire i “limiti legali agli scarichi” compatibili con i volumi d’acqua dei corpi ricettori.

Molte le proposte avanzate al Ministro che, preso atto dell’urgenza di agire per fornire un quadro normativo adeguato, saranno, dunque, affrontate e rese effettive all’interno del tavolo nazionale. Tavolo nel quale Regione del Veneto sarà coinvolta nel ruolo di ente esperto in materia. 

Articolo di Mercoledì 8 Maggio 2019

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