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REGIONE DEL VENETO

Nuova legge sulla cultura, "Oggi una data storica"

Approvato in consiglio il disegno di legge quadro della cultura: “Riordino completato assieme ad associazioni ed istituzioni” dice Cristiano Corazzari, assessore. Soddisfatto anche il Partito Democratico

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VENEZIA - “È l’atto conclusivo della vasta azione di riforma del Veneto nel campo della cultura, una strategica operazione di ammodernamento legislativo che è alla base del programma di questa legislatura”, Cristiano Corazzari, assessore alla cultura della Regione del Veneto, saluta con soddisfazione l’approvazione del Consiglio del disegno di legge quadro in materia di cultura.

“Dovevamo snellire la ‘vecchia’ normativa del settore, - spiega - composta da decine di leggi, ormai non più in sintonia con le esigenze culturali della società veneta, allineandola all’attuale quadro legislativo di riferimento, nazionale ed europeo”.

“Con l’odierno voto dell’assemblea di palazzo Ferro Fini – prosegue l’assessore – completiamo il percorso di riordino del settore, frutto della fattiva collaborazione di associazioni, istituzioni ed enti che svolgono nel territorio un ruolo insostituibile, con i quali ci siamo confrontati sin dall’inizio: l’obiettivo comune è stato quello di dotarci di una norma che favorisca un’efficace azione di governo per sostenere lo sviluppo della cultura in ogni sua forma e rendere maggiormente fruibili il patrimonio e le iniziative regionali in quest’ambito, anche al fine di creare nuovo valore economico”.

“Una cultura più fruibile, quindi, intesa come strumento di sviluppo e motore di innovazione economica e sociale – spiega l’assessore –, capace di essere volano di occupazione e di crescita. In questa direzione già da alcuni anni ci stiamo muovendo concretamente attraverso l’utilizzo dei Fondi del Por Fesr destinati alle imprese culturali, creative e dello spettacolo, nella consapevolezza che il Veneto dispone di uno straordinario giacimento artistico, storico, identitario e culturale, che, insieme agli eventi di qualità, genera ricchezza e lavoro, diretti e indotti, essendo elemento chiave per turismo, industria, servizi, attività produttive”.

L’assessore ha ricordato i numeri straordinari dei beni culturali del Veneto, che somma migliaia di luoghi di cultura: oltre 300 tra musei, monumenti e aree archeologiche, circa mille biblioteche e 800 archivi che conservano un ricchissimo patrimonio archeologico, artistico, archivistico, bibliografico e naturalistico, più di 800 tra spazi teatrali e sale cinematografiche, oltre 3.800 Ville Venete.

Inoltre, nel campo culturale e artistico, la nostra regione può contare su oltre 5.000 tra enti e istituzioni non profit, che impiegano circa 6.000 persone, tra addetti e lavoratori esterni, e più di 75.000 volontari.

“In Veneto – aggiunge l’assessore – sono attive circa 38mila imprese culturali e creative, pari all’8,6% di tutta Italia. Esse rappresentano il 7,7% del tessuto imprenditoriale regionale e l’11% di tutto il fatturato italiano del comparto culturale. A favore di queste aziende la Regione ha stanziato complessivamente dal 2016 a oggi più di 11 milioni di euro di finanziamenti del Por Fesr (per start up, avvio nuove imprese, consolidamento e sviluppo di quelle già attive), a cui si aggiungono altri 5 milioni di euro a sostegno delle produzioni cinematografiche e audiovisive”.
Soddisfatta anche  Orietta Salemi vicecapogruppo del Pd e correlatrice della Legge per la cultura per l’approvazione odierna del Pdl da parte dell’assemblea di Palazzo Ferro Fini.

“Ringrazio tutto i consiglieri regionali e gli stakeholder che si sono adoperati per il raggiungimento di questo obiettivo – conclude l’assessore –, creando i presupposti per l’avvio di un nuova fase di rilancio e ulteriore valorizzazione della cultura veneta”.

“Questa è una data storica, visto che da 40 anni il Consiglio regionale attendeva un aggiornamento della normativa che riguardava la cultura. È stato un lavoro impegnativo fuori e dentro la Commissione ma alla fine portiamo a casa un ottimo risultato”. Così “Come Partito Democratico - sottolinea - abbiamo dato un importante contributo con un lavoro emendativo per nulla ideologico, fornendo una fattiva collaborazione per dotare il provvedimento di trasparenza ed efficacia”.

“Può essere una rivoluzione copernicana ma dobbiamo cambiare la prospettiva, operando una selezione per quanto riguarda i contributi pubblici, tanto preziosi quanto scarni. Con questa legge abbiamo gli strumenti che permettono di rivedere le scelte sulla loro destinazione, passando dal finanziamento dei soggetti al finanziamento dei progetti, emanando bandi che siano coraggiosi nel dare premialità a chi si aggrega, fa partnership o ha la forza di fondersi. Questa nuova norma, inoltre, ha tutti i presupposti per ridurre forme di discrezionalità nell’assegnazione dei contributi, operando criteri di selezione. Tanta fatica e tanto impegno meritano ora un’adeguata valorizzazione in termini di investimento da parte della Regione per un settore primario e non marginale nel tessuto produttivo del nostro territorio”, conclude la vicecapogruppo del Partito Democratico.

Articolo di Mercoledì 8 Maggio 2019

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