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CONSIGLIO COMUNALE ADRIA (ROVIGO)

Spinello: “Improrogabile un censimento delle associazioni che usano le sedi comunali"

Il consigliere Sandro Gino Spinello chiede al sindaco Omar Barbierato un’operazione trasparenza per evitare logiche clientelari da parte del Comune

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ADRIA (Rovigo) - Revoca immediata della delibera numero 73 del 29 aprile o sospensione della sua efficacia, pena il danno erariale per il Comune di Adria. Il consigliere comunale Sandro Gino Spinello prospetta scenari rischiosi al sindaco Omar Barbierato. 

“Ho letto della decisione della giunta di destinare parte dei locali di proprietà comunale siti nel complesso del centro commerciale Il Porto in piazzale Rovigno - spiega Spinello - ambienti che hanno ospitato negli anni sia uffici del settore dell’Igiene pubblica della Ulss 19, sia  gli uffici tecnici del Comune, come  sedi di gruppi ed associazioni di cittadini”.

Secondo Spinello già nell’oggetto della delibera della giunta in questione viene utilizzato un linguaggio tortuoso e poco chiaro: “Atto di indirizzo in merito ad attribuzione di vantaggio economico costituito dal negozio di comodato gratuito delle unità immobiliari siti nel plesso comunale di piazzale Rovigno ed attualmente non utilizzate alle associazioni di volontariato e/o onlus operanti nel territorio comunale” .

“Ho esaminato attentamente il documento, anche consultandomi con esperti di diritto amministrativo e fiscale - spiega Spinello - E’ facile nel caso in esame, cadere nel danno erariale perché concedendo in uso gratuito i locali il Comune rinuncia potenzialmente ad un suo introito: i locali sono posti infatti nel piano alienazioni ed indicati come liberi. L’amministrazione dovrebbe al contrario adoperarsi perché quei locali, ora in parte sfitti, abbiano una redditività economica molto più consistente”.

Spinello afferma che la stessa sede del Centro per l’impiego potrebbe venire allargata nei locali adiacenti, attualmente liberi, viste le nuove competenze che il Governo ha affidato agli ex-uffici di collocamento.

“Nulla osta che il Comune possa assumere l’iniziativa di offrire parte di quei locali in locazione “a prezzi politici” agli uffici statali ancora presenti nella nostra città, come Inps e Agenzia delle entrate, enti che, in una logica di contenimento generale della spesa potrebbero lasciare le loro sedi di Adria. Nella delibera, infine, vi è una evidente contraddizione: da una parte si dice che le associazioni per fare la richiesta di utilizzo devono essere in regola con i requisiti previsti (avere lo statuto, i bilanci presentati, non avere fine di lucro,eccetera), in un’altra parte si afferma che le associazioni che hanno fatto istanza dei locali hanno i requisiti in regola per avere quegli spazi. Ma allora perché dovrebbero fare le domande? Oppure la delibera è solo un atto pro forma ed è stato tutto deciso in anticipo?”.            

Secondo il consigliere comunale di minoranza l’assegnazione di questi locali è fuori luogo, dato che si possono trovare con facilità altre soluzioni.

“E’ una scelta che contraddice quelle che sono state le convinzioni e le battaglie che da sempre Omar Barbierato, ora sindaco, ha condotto in parte anche con il sottoscritto in consiglio. E’ indispensabile che prima di procedere a qualsiasi altra assegnazione sia portata a termine un’operazione “verità” sulle associazioni che occupano sedi comunali. Oggi è improrogabile avere un censimento della situazione di fatto”.

Per Spinello deve infatti essere accertato quali di queste associazioni mantengono il diritto all’utilizzo, quale sia la loro posizione contrattuale, se le stesse continuano a svolgere ancora attività tali da giustificare un uso esclusivo della sede comunale. 

“Sono troppi, stante la situazione economica dell’ente, gli immobili occupati totalmente o in parte da associazioni: tutti gli edifici delle ex scuole e centri civici delle frazioni, la casa della Cultura Marino Marin, l’ex-Casa del Poeta “Marino Marin”, alcuni locali nei plessi scolastici dell’Arzeron e del Molinterran, nella sedi comunali di piazza Bocchi e dell’ex pretura e di piazzetta Casellati. Non esiste a tutt’oggi alcuna regolamentazione della materia, presupposto primo di qualsivoglia regolarizzazione normativa delle situazioni in essere. I costi che il Comune si sobbarca sono ingenti”.

Il consigliere chiede quindi che si renda pubblico l’elenco delle associazioni che hanno sede nei locali comunali.

“Sono sempre stato e tuttora continuo ad esserlo, un fautore convinto dell’utilizzo delle strutture pubbliche comunali ai fini sociali ma tutto ciò  deve incardinarsi su regole certe di trasparenza, di pari opportunità, che devono impegnare i soggetti destinatari delle sedi a realizzare in accordo con il Comune e nella logica della sussidiarietà e della reciproca integrazione, iniziative di promozione sociale, cultuale e solidaristica. Va rigettata ogni logica clientelare e strumentale nell’assegnazione delle sedi; questo è sempre stato elemento di forte polemica e contrasto.   Facciamo in modo che non lo sia più. Un’operazione “verità” su chi usa i locali comunali  si impone una volta per tutte. Una responsabilità che tutti dobbiamo prenderci e sono convinto che con me anche altri rappresentanti della minoranza siano disponibili a farlo”.

Articolo di Lunedì 13 Maggio 2019

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