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#elezioniROVIGO2019

Silvia Menon: “Caro Gaffeo non sei ancora al ballottaggio”

La candidata sindaco accusa di arroganza il Pd che ha proposto un confronto solamente a Monica Gambardella “dimenticando” tutti gli altri

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ROVIGO - La politica si incontra per confrontarsi sul tema della crescita tra centrosinistra e centrodestra e la candidata sindaco Silvia Menon si irrita per essere stata esclusa dall'invito. 
“Secondo me il Partito Democratico offende l’autonomia di giudizio degli elettori. La proposta del “faccia a faccia” di Gaffeo alla Gambardella è la dimostrazione dell’arroganza di un partito che a Rovigo ha perso i valori di un tempo, scollegato dai cambiamenti della società”. La candidata sindaco, sostenuta da 3 liste civiche, Silvia Menon, non ci sta a sentirsi esclusa dalla proposta del candidato del centrosinistra rivolta solamente alla candidata del centrodestra come se il primo avesse commesso un torto a non invitare un esponente che si dichiara civico ad un incontro che si professa essere di carattere politico. (LEGGI ARTICOLO). 

“Le elezioni sono il 26 maggio. Tra 10 giorni saranno i cittadini di Rovigo a scegliere chi andrà al ballottaggio. Invitare la candidata della Lega ad un confronto pubblico a 2 senza considerare che i candidati sindaco sono 7 (e non 2) vuol dire ergersi su di un piedistallo dimenticandosi che la fiducia dei nostri concittadini va conquistata ogni giorno, che nulla è scontato e che spetta a loro decidere. Solo il 27 maggio sapremo chi sono i 2 candidati che continuano la corsa”. Spiega la Menon, sicura che nessuno dei candidati abbia i numeri per vincere al primo turno. 

“Di “faccia a faccia” fra candidati ne abbiamo già fatti ed altri sono in programma - prosegue la candidata sindaco - Per i confronti a 2 c’è tempo nelle 2 settimane che separano il primo turno dal ballottaggio. Io non mi permetterei mai di guardare dall’alto al basso i miei avversari politici, che sono 6: Conchi, Saccardin, Venuto, Gambardella, Gaffeo e Maniezzo. Per 2 di noi la campagna elettorale durerà 2 settimane di più ma la decisione spetta ai rodigini e non alla segreteria del Partito democratico o all’entourage di Gaffeo”. 

Per Silvia Menon un avversario leale non si comporta in questo modo: “Il Pd sta facendo emergere l’arroganza tipica di una sinistra radical chic che a Rovigo questa volta è unita dal timore dell’esclusione. I signori delle tessere si sfidano nelle retrovie quando fino ad un mese fa si accusavano l’un l’altro delle peggiori nefandezze. Ora si nascondono dietro ad un professore universitario candidato sindaco ma basta scorrere le liste per rendersi conto di chi tiene in mano il timone: Romeo, Azzalin, Federico Saccardin, Chendi, Masin (quello che si è rifiutato di dimettersi quando c’era da mandare a casa Bergamin). Sono tutti candidati al consiglio comunale. In campagna elettorale il candidato sindaco è un buon paravento ma poi in consiglio senza i loro voti non si muoverà una foglia. Questa è il centrosinistra unito a Rovigo, dietro ‘Bella ciao’, un’arroganza che nasconde debolezza”. 

Articolo di Giovedì 16 Maggio 2019

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