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TRIBUNALE ROVIGO

Il prefetto non ha alcuna altra ipotesi per il tribunale: “O al Censer o decide il ministero”

Ancora una riunione in prefettura con i soci del Centro Servizi di Rovigo ed il rappresentante del Governo Maddalena De Luca per valutare le possibilità esistenti all’eventuale trasferimento del Tribunale

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ROVIGO - “Trovare spazi più ampi al tribunale è una necessità e al momento non esiste nessuna soluzione alternativa allo spostamento al Censer”. A dirlo è il prefetto di Rovigo, Maddalena De Luca che mercoledì 15 maggio ha tenuto in prefettura un incontro interlocutorio con i soci del Centro Servizi. 
Sono state, di fatto, ribadite le necessità per quanto riguarda il palazzo di giustizia e il fatto che il ministero non può attendere in eterno. “Io chiederò al prossimo sindaco di poter indicare una soluzione alternativa - ha detto il prefetto - anche per evitare che sia il ministero stesso a fare una scelta”. 
Maddalena De Luca, infatti, è consapevole del fatto che il Censer è una società e di fatto decidono i soci, quindi anche il Comune di Rovigo. L’auspicio del rappresentante territoriale del Governo è che non vi sia opposizione, altrimenti, a suo dire, l'eventuale decisione sarebbe presa direttamente da Roma.

“Ciò non toglie - prosegue il prefetto - che se domani il ministero individua un terreno a 5 chilometri da Rovigo con le caratteristiche adatte, lo potrebbe acquistare e far costruire lì gli uffici giudiziari”.

Secondo il prefetto il nuovo palazzo dovrebbe avere delle caratteristiche ben precise: non meno di 8mila metri quadrati e nessuna frammentazione degli uffici. “E’ da escludere l’ex caserma Silvestri su cui vige già un progetto del ministero e su cui sussiste un vincolo della soprintendenza, idem il carcere di via Verdi già destinato ad ospitare i detenuti del minorile mentre l’edificio di via Marconi sarebbe troppo piccolo. Capisco l’esigenza degli studi degli avvocati che sono sorti nelle immediate vicinanze del tribunale, ma c’è un’oggettiva esigenza che va avanti da 20 anni e, pur non essendoci una scadenza temporale il ministero sta monitorando da vicino la situazione”. 
Articolo di Giovedì 16 Maggio 2019

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