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Angela Zambelli: “Sulla casa di riposo bugie e ipocrisia dalla minoranza”

Il sindaco di Crespino ribatte alle accuse rivoltegli dalla consigliera Ariella Marzolla circa la mancata convocazione della minoranza alla visita dell’assessore regionale Manuela Lanzarin

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CRESPINO (Rovigo) - “Oggi, purtroppo, mi vedo costretta a prendere una posizione pubblica sulla questione “casa di riposo”, poiché le bugie e l’ipocrisia della squadra di Ziviani ha a dir poco dell’incredibile”. La candidata sindaco di Crespino, Angela Zambelli risponde alle polemiche scatenate da Ariella Marzolla della minoranza sulla visita dell’assessore regionale, Manuela Lanzarin alla casa di riposo (LEGGI ARTICOLO). 

“Diceva Einstein che non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha provocato quel problema. Non capisco, quindi, come possa essere Ziviani con la sua squadra a proporsi nuovamente a risolvere delle questioni, se proprio lui fu il sindaco che creò quei problemi che noi abbiamo risolto con i fatti e non con le parole”. Spiega la Zambelli che si era promessa di non entrare in queste polemiche, “ma dopo le ennesime bugie della minoranza dobbiamo continuare con “l’operazione verità”. Documenti alla mano, informiamo la gente su ciò che abbiamo fatto in questi cinque anni che stanno per concludersi, per fare in modo che nessuno possa permettersi di prenderla in giro, la nostra gente. E devo ringraziare di cuore, a nome di tutti, il solerte lavoro svolto dal segretario e dai dipendenti comunali, a volte tanto snobbati in passato e ancora oggi criticati dall’opposizione, addirittura accusati di aver prodotto documentazioni non corrette sulla casa di riposo e di aver sbagliato bandi o concesso proroghe non previste”.

L’attuale sindaco di Crespino afferma che “(il segretario comunale e i dipendenti, ndr) si sono dimostrati corretti e competenti, e grazie al loro lavoro ed alla nostra tenacia posso annunciare che è uscito il 13 maggio sulla Gazzetta europea, ed uscirà il 22 maggio sulla Gazzetta ufficiale italiana, il bando per l’affidamento dei servizi della casa di riposo (infermieristico, Oss, cucina, lavanderia, pulizie) che permetterà alla nostra struttura di continuare ad erogare gli ottimi servizi che oggi sono l’eccellenza della nostra struttura. A dimostrazione che noi lavoriamo lontano dal clamore mediatico e solo per fare e non per polemizzare”.

Per quanto riguarda la struttura, Angela Zambelli fa un resoconto sulle condizioni emergenziali con cui si è ritrovata ad avere a che fare: “Nessun accreditamento regionale, come invece previsto addirittura dalla legge regionale 22 del 2002. Prescrizioni Ulss continuamente mai rispettate. Nessun autorizzazione all’esercizio definitivo, se non provvisoria. Un centinaio di anziani in una struttura che, per legge, ne può contenere al massimo 80. In stanze da letto strutturate per 2 ospiti erano stipati anche 5 anziani. Mancavano i macchinari per la sterilizzazione, il defibrillatore, il carrello di emergenza per gli infermieri, addirittura erano senza climatizzatori”. 

Secondo l’amministratrice non si capiva chiaramente in che maniera venivano pagate alcune rette e come mai vi erano enormi differenze tra anziani che erano nelle medesime condizioni economiche. “Questa la situazione che abbiamo trovato nella casa di riposo San Gaetano nel 2014, appena ci siamo insediati, dopo dieci anni della gestione Ziviani”. 

Oggi, invece, spiega la Zambelli “come ha avuto modo di verificare l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, la struttura è stata da noi accredita nel 2015 in Regione Veneto con i più alti standard qualitativi, frutto di un lavoro incessante che abbiamo svolto. Abbiamo acquistato molte attrezzature, tra cui la sterilizzatrice, i defibrillatori, le barelle per la doccia, il carrello delle emergenze per gli infermieri, i climatizzatori d’aria e i nuovi arredi, abbiamo ammodernato la cucina e l’infermeria, abbiamo introdotto nuove tecniche riabilitative e adeguato il numero di operatori al numero di anziani ospiti, prima non adeguatamente seguiti. E tutto questo nei nostri cinque anni di governo in cui, in maniera silenziosa, abbiamo agito senza mai voler fare polemica”. 

Articolo di Giovedì 16 Maggio 2019

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