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RUGBY PERONI TOP12

Edo Lubian mister finale, Casellato e Brunello rivali storici

Sabato 18 maggio Calvisano e FemiCz Rovigo si giocano ancora lo scudetto, finale numero sei per Edo “Monumento” Lubian. Brunello e Casellato avversari come nel 1988, ma in panchina

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ROVIGO - La prima era della formula con i play off, inaugurata nel campionato 1987/88, fu contraddistinta dalla lunga sfida tra Rovigo e Treviso che nelle prime cinque edizioni di questo nuovo format del torneo si ritrovarono quattro volte in finale (Roma, Bologna, Brescia e Padova con due scudetti per parte) e una volta in semifinale. Dal 1987 al 1992 la corsa al titolo fu quasi un affare privato tra queste due squadre che, grazie alle regole e alla situazione di quel periodo, potevano schierare il meglio del rugby mondiale. Basti ricordare che a Treviso approdarono fuoriclasse come gli All Blacks John Kirwan e Craig Green o l'australiano Michael Lynagh, tutti campioni del mondo, mentre con il Rovigo giocava la miglior coppia di stranieri che abbia indossato la maglia rossoblù: Naas Botha e Gert Smal. 

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Gli ultimi campionati hanno riproposto una situazione abbastanza simile con il Calvisano che ha preso il posto del Treviso. La squadra bresciana e il Rovigo, infatti, sono state le assolute protagoniste delle recenti edizioni del torneo tanto che dal 2013/14 a oggi si sono trovate di fronte quattro volte in finale (e sabato prossimo saranno cinque) e una volta in semifinale. Un'egemonia, con una preponderanza dei lombardi che hanno vinto tre scudetti contro uno solo dei rossoblù, interrotta solo l'anno scorso dal Petrarca che, a sorpresa, sconfisse i bresciani in finale. Questa ennesima sfida scudetto tra il Kawasaki Calvisano e la FemiCz Rovigo rappresenta, quindi, un altro capitolo di una saga che si è snodata in mezzo a molte polemiche, soprattutto nelle prime due finali, ma che adesso sembra essere diventata una rivalità sportiva più matura che vanta ormai 64 confronti diretti (33 vittorie del Rovigo contro i 29 del Calvisano, più due pareggi). Non è dunque una grande novità ritrovare queste due formazioni a contendersi ancora il titolo. 

Magari quest'anno la FemiCz Rovigo, tra cambiamenti tecnici imprevisti e avvicendamenti dirigenziali avvenuti in corsa, poteva rischiare di perdere la bussola e sbandare, ma l'organico valeva decisamente l'approdo ai play off. La strada per la finale è passata attraverso un derby con l'Argos Petrarca, una sfida dove spesso i valori tecnici passano in secondo piano rispetto agli umori e alle motivazioni che questa partita è grado di dare. I rossoblù lo hanno fatto nel modo migliore adattando il proprio gioco alle situazioni contingenti ed è stato forse questo il merito più grande della FemiCz Rovigo vista al Plebiscito e al Battaglini. Come ogni finale che si rispetti parlare di pronostici è sempre molto arduo. La logica vorrebbe che qualche vantaggio in più fosse dalla parte dei bresciani se non altro per il fatto che giocheranno in casa dove hanno sempre vinto le finali disputate. C'è poi un aspetto fisico con la FemiCz Rovigo che si presenta al Pata Stadium reduce da due autentiche battaglie giocate nel fango contro l'Argos Petrarca nelle quali ha consumato anche tante energie nervose al contrario del Kawasaki Calvisano che non ha avuto bisogno di spremersi troppo per avere ragione del Valorguby Reggio. 

I rossoblù, però, possono vantare dalla loro un gruppo caricato a mille dal doppio derby vittorioso con i padovani nel quale hanno ritrovato alcune certezze che sembravano aver smarrito come il rendimento in mischia chiusa e in rimessa laterale senza dimenticare la disciplina, un elemento che con il Calvisano al Battaglini fu decisivo per il successo dei lombardi nella regular season. I tecnici delle due formazioni, che più diversi non potrebbero essere per carattere e atteggiamento, conoscono ormai tutti i pregi e i difetti della loro e dall'altra squadra, ma una partita secca come la finale può prendere tante direzioni non previste. 

Lo sa bene “mister finale”, cioè il terza linea della FemiCz Rovigo Edoardo Lubian che sabato prossimo giocherà la sua sesta sfida scudetto, cinque contro il Calvisano e una contro il Petrarca nel 2010/11, e che vanta la maggiore “anzianità di servizio” in rossoblù della squadra con le sue 159 presenze. Sono, invece, 256 le partite giocate con il Rovigo da Massimo Brunello, oggi allenatore del Kawasaki Calvisano. C'è un particolare curioso che lo accomuna a Umberto Casellato, attuale coach della FemiCz Rovigo. Entrambi erano in campo da avversari nella prima finale dell'era play off, quella del 1988 al Flaminio di Roma tra Rovigo e Treviso, quando “Schinca” si inventò l'azione della meta che valse lo scudetto dei rossoblù. L'ultimo disperato tentativo di placcaggio su Ravanelli, liberato da Brunello verso la marcatura, fu proprio di Casellato, ma la sua “francesina” non ebbe successo. Adesso i due si ritrovano ancora l'uno contro l'altro con altri ruoli e altre maglie.

Roberto Roversi

Articolo di Giovedì 16 Maggio 2019

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