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TRIBUNALE ROVIGO

Paolo Mercuri sulla follia del trasferimento al Censer: Muore il centro e crollano i valori della proprietà edilizia

L'avvocato del foro di Rovigo e presidente dell’Associazione proprietà edilizia si dichiara contrario al trasferimento del palazzo di giustizia in area Censer ed invita la cittadinanza a farsi sentire

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ROVIGO - Per l’avvocato Paolo Mercuri, presidente di Ape Rovigo “La categoria dei proprietari immobiliari non può che respingere la dissennata idea di trasferire il palazzo di giustizia in una sede periferica come il Censer”. Il presidente dell’Associazione della proprietà edilizia Mercuri interviene sul paventato spostamento del tribunale al Centro servizi (LEGGI ARTICOLO).
I candidati sindaco hanno già tutti espresso la loro contrarietà e, in questi giorni, è circolata anche la voce circa un possibile riutilizzo dell’ex ospedale Maddalena.

Il tribunale - spiega Mercuri - rappresenta un centro di interessi di rilevanza preminente e non si può disconoscere che i centri urbani emergono sempre più come gli spazi in cui si concentrano servizi pubblici e privati, funzioni strategiche e logistiche necessarie al vivere quotidiano, a creare impresa e lavoro”.

Secondo Mercuri le città crescono e si sviluppano attorno ai principali centri di interesse della comunità e in funzione di essi, in un rapporto simbiotico, tentando sempre di perseguire un equilibrio sociale ed urbanistico, e Rovigo non fa eccezione.

“Così attorno al tribunale esistente sono stati creati uffici, servizi, esercizi commerciali, funzionali alle esigenze del palazzo e di coloro che lo frequentano. Imprenditori e investitori hanno costruito o acquistato uffici nelle aree circostanti solamente in ragione della presenza del tribunale. Tantissimi proprietari hanno locato immobili a studi legali e ad attività commerciali in prossimità del palazzo e molti professionisti li hanno acquistati, anche a costo di sacrifici, per avere una stabile vicinanza ai luoghi di lavoro”.

Il presidente di Ape si domanda che ne sarà di loro se il tribunale venisse trasferito al Censer. “E’ ovvio che in un mercato immobiliare già asfittico, i valori crolleranno ulteriormente, con gravissime ripercussioni su centinaia di imprese, professionisti, commercianti, proprietari, soggetti che hanno investito le proprie energie e i propri risparmi confidando nella stabile presenza di un servizio pubblico di importanza strategica nello storico palazzo. Rovigo è ancora una città vivibile, a misura d’uomo e la vitalità del centro storico va incentivata, non soppressa. La politica, le istituzioni, le associazioni, gli ordini professionali, tutti i cittadini hanno il dovere di pronunciarsi e di far sentire la loro voce”.
Articolo di Sabato 18 Maggio 2019

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