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#elezioniLENDINARA2019

Fabrizio Pavan: “Viaro e Zeggio come Fedez e Ferragni”

L'esponente di Rinascita Lendinarese punta sulla trasparenza e attacca il candidato sindaco su diversi fronti tra cui il commercio

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LENDINARA (Rovigo) - Fabrizio Pavan, esponente di spicco di Rinascita Lendinarese ha rilasciato alcune considerazioni a metà della campagna elettorale che lo vede sostenere la candidatura di Alessandro Ferlin.

“Stiamo presentando i cardini del nostro programma alle famiglie: trasparenza, sicurezza e ambiente” ha esordito Pavan che ha aggiunto: “Non facciamo una campagna dispendiosa come quella di Viaro, non vendiamo illusioni ma andiamo casa per casa a dire la verità e pensiamo che la credibilità non nasca dalle esibizioni social o dalle vetrine degli eventi altisonanti che possono incantare qualcuno ma non rispondono ai bisogni reali”.

Sulla trasparenza, uno dei cavalli di battaglia di Rinascita Lendinarese Pavan dice: “Le associazioni vanno si finanziate ma per attività d’interesse collettivo con finalità propositive per il cittadino... Le opere pubbliche vanno pensate nell'interesse delle prossime generazioni e non per un auto elogio. I beni del comune sono beni di tutti che vanno rispettati e fruiti da tutti. Tutto questo da 5 anni è disatteso da un’amministrazione che vive le urgenze come Fedez e Ferragni mettono in piazza qualunque cosa ma non i conti delle spese sostenute. I 116mila euro dati in un anno alla Pro loco sono francamente esagerati. I 111 spettacoli organizzati per creare emozioni effimere e consenso non hanno portato valore aggiunto a Lendinara, la “politica spettacolo” non risolve i problemi quotidiani della gente. Infine domando perché la nostra richiesta sui costi sostenuti dalla giunta Viaro non ha avuto risposte?”.

Pavan su questo si è rivolto ironicamente agli elettori domandando: “Vorreste come sindaco e assessore Fedez e Ferragni? Allora non votate per Viaro e la Zeggio, perché almeno l’originale è sempre migliore”.

Pavan però punta soprattutto il dito sulle promesse mancate, sulla situazione del commercio che è stato molto trascurato in questi anni, sulle politiche che hanno isolato il centro storico, specialmente la sera. Un centro che patisce la mancanza di collegamenti con le frazioni e di una mobilità globale sostenibile per chi non sia automunito.

Poi invita, ancora, gli elettori a chiedersi quali e quante assunzioni sono state fatte in questi cinque anni, quanti posti di lavoro sono stati creati e perché dal 2014 a oggi sono state chiuse 88 tra aziende e negozi (dati della Camera di commercio), 15 solo nel settore tessile.

Ma non è tutto, perché Pavan contesta le scelte fatte in via Varliero (area pedonabile) che ha peggiorato il commercio senza aver coinvolto i residenti. Quanto all’ambiente e alla sicurezza secondo l’esponente di Rinascita sono per Viaro poco più che uno slogan elettorale.

“Nel giro che stiamo facendo nelle frazioni, per esempio, avvertiamo molta preoccupazione sui problemi irrisolti degli allevamenti avicoli (dal cattivo odore a quello del virus dell’influenza aviaria che non ha risparmiato la nostra provincia) ma evidentemente si preferiscono le feste, i palloncini e i fiori che la tutela dell’ambiente”. Non ultimo Pavan ha sollevato la mancanza di una politica di sostegno alle persone anziane e sole che per motivi economici non possono accedere ai servizi della Casa Albergo.

Alla domanda rivoltagli su quale aria tiri a Lendinara, Pavan ha risposto: “Molto onestamente è una campagna difficile, perché le risorse messe in campo dalla giunta uscente sono spettacolari e dispendiose, finanziate attingendo a maggio a quel fondo di riserva che solitamente viene utilizzato a fine anno, tutto questo per distribuire fondi a destra e a manca a condizionare di fatto i percettori dei contributi. Pensi che han chiamato la Shary band per la chiusura della campagna elettorale”, però Pavan confida nel bisogno di trasparenza dei cittadini, avvertito anche nelle frazioni. “Recuperare qualche voto con facili promesse non mi appartiene. Io a Lendinara ci vivo e voglio uscire da casa a testa alta. Se le cose non andranno come auspicato, comunque Viaro si attenda un’opposizione dura e puntuale. Vada come vada - ha concluso Pavan - avremo impedito l’esito bulgaro inseguito da Viaro, che dovrebbe anche chiedersi perché molti che lo hanno sostenuto nel 2014 abbiano cambiato idea”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Domenica 19 Maggio 2019

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