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RUGBY PERONI TOP12

Un campionato positivo, è mancata l’impresa finale

FemiCz Rovigo in crescendo, dopo una falsa partenza ha saputo cogliere una fila scudetto tutta da guadagnare e per nulla scontata. Merito dello staff e dei giocatori, ma il Kawasaki Calvisano ben preparato aveva una marcia in più

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ROVIGO - Diciamolo subito: aver raggiunto la finale è stato un ottimo risultato per la FemiCz Rovigo. Alla vigilia del campionato era nel ristretto lotto delle squadre favorite per la qualificazione ai play off, ma il posto in finale era tutto da guadagnare. Essere riusciti a conquistarlo, quindi, è un merito della squadra e dello staff tecnico. 

Quello che non ha convinto, però, è stato il comportamento della squadra negli ultimi ottanta minuti della stagione. Si sapeva che il Kawasaki Calvisano godeva di un vantaggio nei pronostici per via di una maggiore solidità di squadra e di una migliore capacità di gestire questo tipo partite, però nessuno si aspettava per la FemiCz Rovigo una debacle così netta con il peggior passivo incassato nelle ultime sei finali giocate dai rossoblù. Per vincere lo scudetto al Pata Stadium, considerati i valori attuali delle due formazioni, la squadra rodigina avrebbe dovuto compiere un'impresa, invece non è riuscita nemmeno a disputare una gara “normale” restando in partita poco più di mezzora senza, peraltro, creare alcun problema ai bresciani. 

La squadra di Massimo Brunello è apparsa subito più organizzata, più focalizzata sul gioco da attuare, più attenta ai dettagli, più brava nell'evidenziare i nervi scoperti dell'avversario (touche e disciplina). Per dirla in parole povere il Kawasaki Calvisano è sembrato meglio allenato e preparato, sia fisicamente che tatticamente. Almeno per quello che si è visto in questa circostanza nella quale i giocatori lombardi hanno sempre avuto chiaro cosa dovevano fare al contrario della FemiCz Rovigo che si è trovata spesso a improvvisare non avendo, però, i solisti in grado di farlo. La delusione in casa rossoblù, più che nel risultato, sta proprio nel modo in cui è maturata questa sconfitta arrivata quasi ineluttabile e senza scampo. Non è certo mancato l'impegno da parte dei rossoblù, ma la lucidità si. 

Quando la partita ha preso una certa piega la squadra rodigina non è stata in grado di invertirne la tendenza e ha cercato di aggrapparsi al suo abituale modulo di gioco per i quale la difesa del Kawasaki Calvisano aveva già preparato una trappola senza via d'uscita. Invece di trovare qualche alternativa la FemiCz Rovigo si è infilata sempre di più nella ragnatela bresciana fino a irretirsi tanto da commettere banali errori e sequele di falli, esattamente quello che voleva Massimo Brunello. Sicuramente l'ex rossoblù ha studiato a fondo le partite della FemiCz Rovigo, ma forse ha dato anche un'occhiata ad alcune cifre piuttosto interessanti riguardanti i rodigini. Non c'è dubbio che la squadra di Casellato e Properzi sia stata la più spettacolare del Top 12 con le sue 110 mete all'attivo, ma è altrettanto vero che la formazione polesana ha mostrato un doppio volto a seconda dell'avversario che si è trovata di fronte

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Nelle sette sfide giocate in campionato con il Kawasaki Calvisano e l'Argos Petrarca, le altre due formazioni, assieme a quella rossoblù, la cui presenza ai play off era data quasi per scontata, le cifre della FemiCz Rovigo dicono che la media realizzativa è stata di 1,8 mete a partita, mentre nei restanti confronti del Top 12 questa media sale a 5,3 mete. Una differenza notevole che rivela come sia stato difficile per i rossoblù attuare il proprio gioco quando il livello dell'avversario era simile al suo. Purtroppo per la formazione rodigina, assieme a una drastica riduzione della capacità di segnare mete, Kawasaki Calvisano e Argos Petrarca hanno evidenziato anche un altro problema della FemiCz Rovigo, vale a dire la sua tendenza all'indisciplina quando in campo i valori sono più equilibrati e quando la strategia adottata non trova sbocchi. 

Restando alle partite con bresciani e padovani risulta una media di quasi 10 punti dalla piazzola concessi dai rossoblù (con il caso limite delle ultime due sfide con i lombardi di 39 punti incassati su penalty!). Considerando tutte le altre gare di campionato, invece, la media dei punti subiti su calcio di punizione supera di poco i 3,5 a partita. Praticamente nelle sette partite con Kawasaki Calvisano e Argos Petrarca la FemiCz Rovigo ha concesso la metà dei piazzati subiti in tutto il campionato (22 su 45). La finale di sabato scorso non ha fatto altro che evidenziare e confermare questi dati. Probabilmente una squadra rossoblù maggiormente in grado di variare le sue soluzioni offensive e più attenta alla disciplina sarebbe stata ugualmente battuta, ma di sicuro avrebbe reso più difficile il compito del Kawasaki Calvisano. 

Adesso bisogna archiviare questa stagione, che rimane comunque positiva nonostante il sapore amaro per come si è persa la finale, e pensare alla prossima. Come ogni anno ci sarà un via vai di partenze (LEGGI ARTICOLO) e arrivi (l'anno scorso ci furono 10 nuovi giocatori) e bisognerà ricostruire parte della squadra. La politica della società sembra privilegiare l'ingaggio di giovani italiani promettenti ed è un bel segnale (Leggi l'articolo sul mercato della Rugby Rovigo). Il settore nel quale, invece, deve assolutamente migliorare il mercato rossoblù è quello dei giocatori stranieri dove da tempo la società di viale Alfieri fatica a trovare elementi di qualità. Quest'anno è andata abbastanza bene con Halvorsen e Antl (stranieri per modo di dire visto che da anni giocano in Italia ed era quindi noto il loro valore), ma con altri ha funzionato decisamente meno tanto che il loro apporto non è stato particolarmente significativo. Per alzare il livello qualitativo della squadra, quindi, servirebbero stranieri in grado di fare la differenza, magari nei ruoli più importanti. Dovrebbe essere questo l'obiettivo principale del mercato rossoblù.

Roberto Roversi

Articolo di Lunedì 20 Maggio 2019

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