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REGIONE DEL VENETO ROVIGO

Cultura, la nuova legge quadro che ha messo d'accordo tutti

Presentata a Rovigo la nuova legge quadro sulla cultura dall'assessore regionale Cristiano Corazzari. Presente anche Roberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale

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ROVIGO -  Cristiano Corazzari, assessore regionale, incassa il plauso per la nuova legge quadro sulla cultura. Prima tappa a Rovigo il 20 maggio per la presentazione della nuova legge sulla cultura varata dalla Regione Veneto l’8 maggio scorso. Il battesimo del fuoco si è tenuto nella sala consigliare della Camera di commercio del capoluogo polesano e ha visto il saluto di Roberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale del Veneto, Corazzari, assessore regionale alla cultura, e Maria Teresa De Gregorio, direttore del settore cultura del Veneto, Franco Oss Noser, presidente Agis Tre Venezie.

“Ci tenevo ad esserci, - ha introdotto Ciambetti - una legge sulla cultura che arriva a riformare un settore che ne aveva bisogno dall’ammodernamento necessario. L’assessore Corazzari non ha preso la legge a scatola chiusa: sono stati fatti i passaggi in commissioni, sono stati ascoltati referenti e portatori di interesse, un ottimo lavoro. Sono le Leggi quadro come questa che fanno del Veneto una regione avanzata. Da adesso ci occuperemo di dare ossigeno al meglio, come sempre fatto da Venezia e con i fondi comunitari a disposizione. Complimenti assessore Corazzari!”.

“Ho avuto due fortune - spiega Corazzari - la prima: avere una struttura che ha lavorato pancia a terra fin dall’inizio della legislatura, grazie quindi a Maria Teresa De Gregorio che la rappresenta e guida: seconda fortuna che la sesta commissione regionale, presieduta dal consigliere Alberto Villanova, ha messo in campo veramente uno spirito costruttivo che mancava nelle scorse legislature. Abbiamo condiviso l’impostazione di base e poi ci siamo messi a disposizioni dei vari contributi. Un metodo che ha pagato. Ora daremo gambe fin dal prossimo bilancio con i provvedimenti di attuativi della giunta, carpendo quali esigenze potranno essere soddisfatte da questo impianto legislativo, uno strumento di lavoro che avrà la possibilità di essere implementato  e migliorato, dobbiamo fare di questa base una legge pienamente efficace e attuata”.

“E’ strategico - ha sottolineato Oss Noser - depennare leggi obsolete per avere leggi culturali al passo della società. E’ importante per l’Agis, il sindacato delle professionalità dello spettacolo, mettere sul piatto una norma al passo con i tempi e che si possa legare alle norme delle altre regioni del nordest”.

L’assessore snocciola un po’ di numeri del settore. Nel Veneto sono presenti quasi 3.000 luoghi della cultura: oltre 300 tra musei, monumenti e aree archeologiche, 975 biblioteche, circa 800 archivi che conservano un ricchissimo patrimonio archeologico, artistico, archivistico e bibliografico, naturalistico. Gli spazi teatrali sono 450 e circa 400 le sale cinematografiche. A tutto ciò si aggiungano più di 3.800 Ville Venete. Secondo un censimento del 2011, erano attivi in campo culturale e artistico 5.168 tra enti e istituzioni non profit, di cui 135 organizzati secondo il modello giuridico della Fondazione. Questi soggetti impiegano circa 6.000 persone, tra addetti e lavoratori esterni, e più di 75.000 volontari. Nel 2013 erano attive circa 38mila imprese culturali e creative in Veneto, pari all’8,6% di tutta l’Italia. Queste imprese, rappresentano il 7,7% del tessuto imprenditoriale veneto. In termini di valore aggiunto (pari a 8,3 miliardi di euro nel 2013) le imprese culturali e creative rappresentano il 6,3% del valore aggiunto regionale e rappresentano l’11% di tutto il fatturato italiano del comparto culturale.

La dirigente De Gregorio sottolinea la snellezza e la facilità di applicazione di cui potrà godere la nuova legge. “Saranno premianti la creatività e chi riuscirà a creare reti e sistemi. Non sono state riformate le grandi istituzioni culturali. La programmazione sarà triennale e ci sarà una consulta regionale nominata dal presidente a servizio della programmazione delle strategie della giunta regionale”.

Articolo di Lunedì 20 Maggio 2019

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