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CULTURA ROVIGO

Siglato il protocollo d’intesa per il parco letterario intitolato a Cibotto

Valentina Noce illustra l’atteso documento che vede la partnership tra Fondazione Rovigo Cultura e Fondazione Ca’ Vendramin per lavorare in sinergia con la Regione Veneto

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ROVIGO - E’ stato siglato un importante accordo nella mattinata di lunedì 20 maggio tra Fondazione Rovigo Cultura e Fondazione Ca’ Vendramin. A firmare il documento che consentirà al Polesine di creare importanti sinergie c’era Gaetano Prisco, presidente della Fondazione Rovigo Cultura, la sua vice, Valentina Noce, Adriano Tugnolo, presidente della fondazione Ca’ Vendramin e a rappresentare la Regione Veneto  Maria Teresa De Gregorio direttrice della direzione Beni, Attività culturali e Sport oltre all’assessore regionale Cristiano Corazzari. 

“Questa è la visione che ha portato oggi la Fondazione Rovigo Cultura e la Fondazione Ca’ Vendramin alla sigla di un protocollo d’intesa, atteso dal 2016 - ha detto Valentina Noce - che darà il via ad importanti collaborazioni al fine di creare percorsi museali storici e artistici lungo il Polesine. Siamo orgogliosi di questo traguardo che la Regione Veneto chiedeva da diversi anni per l’esposizione e la divulgazione scientifica della realtà culturale e territoriale del Polesine”.

La giornata è stata emozionante, ammette sempre la vicepresidente, anche perché si pone la prima pietra di un altro progetto in cui crede fortemente, “oggi si unisce nella vision anche la Dante Alighieri con cui daremo vita a qualcosa di eccezionale: il Parco del Delta del Po diventerà Parco Letterario. Intitolato al suo cantore per eccellenza, GianAntonio Cibotto”. 

Ma non sarà solo letteratura: “Con la portata della nuova legge regionale sulla cultura, sotto una guida attenta, tutto il Polesine tornerà a fiorire: sotto l’egida della Film Commission appena istituita in seno alla Regione Veneto il Polesine diventerà un meraviglioso set cinematografico come lo era in passato, con Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Ermanno Olmi... Le nostre terre dalle caratteristiche pressoché uniche da sempre hanno ammaliato i grandi cineasti e le opportunità della legge regionale potranno consentire il ritorno alla magia del cinema con importanti ricadute economiche sul territorio” ammette la Noce che spiega anche come La cultura crea ricchezza per il territorio. 

“Obiettivo primario deve essere accrescere la visibilità nazionale e internazionale del patrimonio culturale di Rovigo e dell’unicità del suo territorio per attrarre flusso turistico di qualità e supportare il tessuto imprenditoriale locale”. 

Fondamentale è la creazione di contenuti e contenitori adeguati per l’espressione delle nostre eccellenze storico-culturali, artistiche, naturalistiche, agroalimentari, enogastronomiche e sportive, nonché la valorizzazione dei nostri artisti e talenti, sia in un’ottica di tradizione morale e culturale, sia di sviluppo creativo, commerciale ed economico del territorio.

“Penso infatti alla cultura come valore di relazione: orientata a pianificare un’urbanizzazione inclusiva, a valorizzare le nostre risorse e a generare sviluppo sostenibile - conclude Valentina Noce - E’ fondamentale raggiungere tali obiettivi perché Rovigo sia il punto di riferimento delle molte eccellenze culturali del nostro territorio; in questo il Comune capoluogo gioca un ruolo strategico nel costruire progetti culturali di cooperazione e lungimiranza.

Parole chiave sono strategia e programmazione a lungo termine, nel segno dell’inclusione e del sostegno dei nostri vivai di talenti. 

Nella nostra realtà territoriale occorre la creazione di un piano strategico pluriennale, che coinvolga una pluralità di soggetti del sistema culturale e istituzionale e le associazioni culturali, finalizzato a far emergere la nostra Città nel panorama nazionale e internazionale per iniziative di grande importanza, valorizzando contesti museali ed artistici, creando percorsi culturali che ridisegnino il territorio, promuovendo la città di Rovigo ed il Delta del Po come un tutt’uno: come risorsa primaria, come parco letterario, come luogo scenografico per la realizzazione di festival, set cinematografici, percorsi enogastronomici”.

Articolo di Lunedì 20 Maggio 2019

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