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#elezioniLENDINARA2019

Al “Triello” il sospetto del voto di scambio

Voto in cambio di lavoro, il candidato sindaco Alessandro Ferlin di Valori in Comune lancia la “bomba” dal palco senza fare nomi infiammando la platea

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LENDINARA (Rovigo) – Colpo di scena al “Triello” organizzato al teatro Ballarin di Lendinara fra i 3 candidati sindaco con Alessandro Ferlin che ha fatto aleggiare il sospetto del voto di scambio sulle imminenti elezioni. Dal palco ha dichiarato: “Ho chiesto il voto a persone che me  l’hanno negato affermando che era stato loro promesso un posto di lavoro in cambio del voto”. Nessun nome da parte di Ferlin ma pesanti sospetti con il pubblico che si è diviso. 

C’era moltissima gente a seguire il confronto organizzato la sera di mercoledì 22 maggio al teatro Ballarin organizzato dal circolo culturale La Bussola con la collaborazione del Forum Giovani, fra i tre candidati sindaco Alessandro Ferlin (Valori in Comune), Luigi Viaro (Obiettivi Comuni) e Federico Sambinello (Alternativa Civica) ma, stranamente, nessuna domanda. 

La mobilitazione ha confermato come la campagna elettorale abbia risvegliato la passione democratica in città. 

Stress malcelato, fair play e qualche caduta di stile nel finale e “la bomba” di cui sopra ha caratterizzato la serata ma il “Triello”, fra reciproci riconoscimenti e tiepidi distinguo su programmi e intenzioni, non ha aggiunto sostanzialmente nulla a quanto già detto e sentito in queste settimane

Invece, le diverse intensità degli applausi (con le solite malelingue hanno parlato di claque raccolta via social) e, di converso, di qualche manifesto dissenso, hanno restituito all’osservatore neutrale la percezione di una storia già scritta, che solo l’esito elettorale di domenica potrebbe inopinatamente sovvertire. Ieri sera, qualcuno sembrerebbe aver già vinto e non è certamente il Quarto potere (la stampa) evocato dal palco come minatore della reputazione del paese. Mezzojuso è lontana e ci si sarebbe aspettato un migliore aplomb..

L’arringa finale, di cinque minuti per ciascun candidato, ha dato la stura alle ovazioni con una rumorosa contestazione verso chi, appunto, rompendo l’equilibrio fin li mantenuto, ha fatto riferimento al consenso “comperato con promesse occupazionali”, infiammando la platea. 

Per l’ora tarda, (erano ormai le 23), è mancata la possibilità (benché dichiarata nell’intenzione degli organizzatori, con tanto di numero per la prenotazione) di poter rivolgere domande ai tre candidati.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Giovedì 23 Maggio 2019

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