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CALCIO ROVIGO

Cittante: “Fuori la politica dal Gabrielli”

Le due anime del Rovigo si parlano poco o nulla, Antonio Cittante che segue il settore giovanile accusa il presidente Calabria di decidere senza convocare il Cda, appello al futuro sindaco per sistemare lo stadio

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ROVIGO - Una bomba pronta ad esplodere quella del Rovigo calcio. Una fusione nata nell’estate scorsa che ha portato il Boara Pisani del presidente Giuseppe Calabria allo stadio cittadino per effetto di una fusione con il settore giovanile (ex Ras Commenda) di Antonio Cittante (LEGGI ARTICOLO). 

Venerdì 24 maggio incontro con la stampa allo stadio Gabrielli, a parlare il vice presidente del Rovigo calcio Antonio Cittante e il responsabile del settore giovanile Alessandro Uncini, presenti anche l’allenatore della prima squadra che ha fallito di poco il passaggio in Promozione (LEGGI ARTICOLO), ovvero Davide Pizzo, e il ds biancazzurro Luca Domeneghini. Questi ultimi presenti, ma non parte attiva della conferenza stampa, erano infatti seduti alle spalle dei cronisti, ma non hanno proferito parola.

“Siamo arrivati in fondo a quest’anno, e bisogna fare un bilancio su questo matrimonio con il Boara Pisani. Non è stato un matrimonio sereno - sottolinea Cittante - I due percorsi sono separati.

Su volontà dell’ex assessore allo Sport Andrea Bimbatti abbiamo unite le due anime, ma non abbiamo ancora un percorso comune con il presidente Calabria per la gestione sportiva e amministrativa, e ciò provoca dei malesseri al settore giovanile. E’ necessario per il presidente interpretare meglio lo statuto che prevede la gestione della società affidata ad un Cda, siamo in tre: il presidente Calabria, Garbellini con delega al bilancio, il sottoscritto con delega per il settore giovanile. Per motivi diversi l’interpretazione di Calabria è fare ciò che vuole”.

E’ un fiume in piena il vicepresidente Cittante “Da inizio stagione ho convocato 16 Cda, il presidente nemmeno uno, pur partecipando a sei consigli d’amministrazione. Una società seria deve aver un business plan, le decisioni devono essere condivise, il presidente non può prendere iniziative senza l’appoggio del Cda”.

Atto del presidente Calabria delle ultime ore la convocazione dell’assemblea dei soci di cui fa parte anche Malvino Cervati, che qualche mese fa ha rimesso in mano del Comune la convenzione per l’utilizzo dello stadio Gabrielli

“Senza un confronto non possiamo trovare un punto d’incontro. Mi auguro che il Calcio Rovigo possa trovare un percorso condiviso, sarebbe un danno dover ripartire da zero, se le due anime non si uniscono con un percorso di programmazione e senza improvvisare”. Poi Cittante esplode con un “fuori la politica dal Gabrielli”.

I numeri parlano di 185 tesserati in ambito giovanile, 220 se si contano i giocatori della prima squadra (Prima categoria) e Juniores. 15 gli allenatori abilitati, alcune squadre hanno raggiunto anche la categoria regionale, un successo in pochi anni.

“E’ una questione di interesse nel settore giovanile, bisogna avere il coraggio di dire le cose - spiega il responsabile del settore giovanile Alessandro Uncini - se Rovigo avesse vinto i playoff sarei stato contento, perché sarebbe stato un bel biglietto da visita. Non si può avere tutto subito, ci vuole programmazione, non possiamo pagare la preparazione di altri atleti di altre società. Sono da dieci anni a Rovigo e si continua a sottovalutare queste situazioni. Abbiamo avuto cinque società a Rovigo negli ultimi anni, manca un progetto che deve essere garantito dalla prossima amministrazione comunale”. 

Il futuro al Gabrielli necessita di risposte urgenti: in primis un impianto a norma di Legge, spogliatoi vivibili, quelli delle giovanili hanno perfino le buche, e un impianto di irrigazione per i campi, visto che senza acqua l’erba muore.

“Chiedo un bando per una gestione ventennale - esclama Uncini - di modo che si arrivi ad una gestione privata e che funga anche da cassa per il Comune. La scissione tra le due realtà (settore giovanile e prima squadra) non è fattibile, una società sola manterrebbe la matricola e l’altra perderebbe la categoria. Il problema è serio, gli spogliatoi sono impraticabili, gli scarichi non funzionano. La prossima amministrazione si deve assumere la responsabilità di 220 persone che devono poter fare sport nella Legge. Vogliamo creare una accademia del calcio, parlare lo stesso linguaggio con la prima squadra, lavorare in prospettiva, i salti nel vuoto sono pericolosi. Ci stanno ignorando, la politica entra ogni anno al Gabrielli e impone una prima squadra, ci viene imposto tutto, senza i giusti conti non si va da nessuna parte”.

Movimento del calcio che a Rovigo città coinvolge 700 bambini tra le varie società del capoluogo e delle frazioni, numeri che non possono essere sottovalutati. Problemi impiantistica sempre attuale, non si è mai fatto abbastanza. Per accedere al credito sportivo bisogna rispettare dei parametri ben precisi, e da anni ormai si parla di ristrutturare il Gabrielli, ma con le Giunte che cadono come birilli è un’operazione impossibile. 

“Ci auguriamo che chiunque sia sindaco prenda a cuore questa realtà - conclude Cittante - non possiamo continuare ad essere la serie b del rugby. Devono prenderne atto, dobbiamo essere valorizzati. Abbiamo ottenuto dei risultati eccezionali, siamo scuola calcio Elite (ce ne sono 4 in Polesine), così non si può andare avanti”.

La società ha una deroga fino al 30 giugno per operare allo stadio Gabrielli, poi ne seguirà una seconda automatica fino al bando di gara, ma il problema è un’altro. E’ legittimo affidare ad una società uno stadio non a norma di Legge? Un problema mai risolto a Rovigo.

“Abbiamo anche il progetto per ristrutturare la vecchia tribuna del Gabrielli - conclude Antonio Cittante - e la Rovigo Academy permanente”. Senza convenzione però il progetto rimarrà nel cassetto.

Giorgio Achilli

Articolo di Venerdì 24 Maggio 2019

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