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GUARDIA DI FINANZA

Pugno di ferro contro il lavoro nero, trovati diversi clandestini 

Blitz delle Fiamme Gialle di Rovigo a Gaiba in due laboratori cinesi. Scoperti 9 lavoratori in nero 

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GAIBA (RO) - Importante operazione contro il lavoro nero e l’immigrazione clandestina condotta la scorsa notte dai finanzieri del Comando Provinciale di Rovigo, che con la collaborazione di funzionari della Direzione Provinciale del Lavoro e dei Vigili del Fuoco di Rovigo, hanno controllato due aziende gestite da cinesi, situate nelle campagne del comune di Gaiba al cui interno hanno trovato undici lavoratori intenti a produrre capi di abbigliamento per conto di aziende italiane. 

All’atto dell’accesso cinque di loro, di cui quattro donne, risultati in seguito clandestini, hanno tentato invano di darsi alla fuga nelle campagne circostanti ma sono stati subito rintracciati, mentre altri quattro lavoratori in regola con il permesso di soggiorno sono risultati essere in nero. Dopo le procedure di identificazione la Questura di Rovigo ha disposto l’espulsione con accompagnamento al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Roma per quattro dei cinque risultati essere irregolari nel territorio italiano. 

Nel complesso, poiché su 11 operai intenti al lavoro, ben 9 sono risultati essere in nero si è proceduto alla emanazione immediata dell’ordine di sospensione dell’attività lavorativa. La quantificazione delle sanzioni, e quindi della cd. maxi- sanzione, è in corso di formulazione in quanto la Legge di Bilancio 2019 ne ha profondamente modificato la struttura, essendo adesso legate alla durata del rapporto irregolare. 

Gli accertamenti proseguono anche nei confronti dei committenti, anche con riguardo a loro eventuali responsabilità solidali. 

I dipendenti presenti erano sottoposti a un vero e proprio tour de force poiché avrebbero dovuto consegnare consistenti quantità di capi di abbigliamento ai propri committenti entro la mattinata successiva. Non conformi, se non insalubri, in almeno un caso, sono risultati i locali produttivi, dove gli operai vivevano in condizioni precarie. In generale le norme di sicurezza e l’impiantistica è risultata non conforme, con fili scoperti, prese volanti, assenza di impianti di riscaldamento.

Pesanti drappi coprivano pericolosamente le pareti, le porte e le finestre per impedire alla luce di filtrare durante il lavoro notturno.  Le circostanze rilevate verranno comunicate anche all’Azienda Sanitaria e al sindaco di Gaiba per gli ulteriori adempimenti. 

Articolo di Lunedì 27 Maggio 2019

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