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ROVIGO E I RODIGINI

Magaraggia: “Il mio sfidante? Politicamente senza fissa dimora e voti”

L’opinionista che era stato sfidato dal candidato consigliere Gianluca Masiero dalle pagine di Rovigooggi.it, fa qualche conto sui voti presi dal contendente

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ROVIGO - Roberto Magaraggia, opinionista e giornalista che non risparmia critiche tra il serio e il faceto, risponde al guanto di sfida che gli era stato lanciato poco prima delle elezioni da Gianluca Masiero (LEGGI ARTICOLO), candidato con la lista civica di Monica Gambardella.  

A bocce ferme, dopo il confronto del primo turno, Magaraggia fa i conti in tasca al suo “sfidante”. 

“Ho ancora presente l’insegnamento della mia cara mamma. Mi raccomandava di non fermarmi e dare confidenza agli sconosciuti. Con gli anni ho scoperto che esistono degli ignoti, che per divenire per un solo attimo famosi, sfruttano delle chance. 

Una è sfidare pubblicamente un personaggio popolare; l’altra abbarbicarsi alla personalità in auge in quel momento, divulgando foto o selfie. Da cittadino, giornalista e opinionista non mi corre l’obbligo di rispondere a chi apprezza o meno i miei articoli. Giorni fa, su questo giornale, ho ricevuto una sfida. 

Un certo Gianluca Masiero, avvocato a me estraneo, mi aveva lanciato il guanto. Il suo articolato messaggio-spot elettorale era impreziosito da una foto in cui appariva appiccicato alla candidata sindaco alle elezioni amministrative del comune capoluogo, Monica Gambardella. 

Non ho raccolto, per non intralciare la sua corsa elettorale verso il successo. Dopo le varie débâcle: 28 voti racimolati nel Comune di Padova, quando era candidato alle elezioni sotto le insegne di Direzione Italia di Raffaele Fitto; 8 invece quelli ricevuti nelle elezioni ad Adria. Cui va aggiunto l’ultimo posto registrato tra candidati che si erano proposti per il rinnovo dell’Ordine provinciale degli avvocati, con 24 voti. 

Ho atteso, curioso, il responso dello scrutinio rovigotto. Mi auguravo che l’errabondo candidato, politicamente senza fissa dimora, incontrasse finalmente l’affermazione inseguita e da tempo agognata. 

La sua foto elettorale, con accanto la battagliera Gambardella, lo proiettava come un moderno cavaliere errante. Una specie di Sancho Panza e Don Chisciotte, lanciati alla conquista del governo della città. Tutto lasciava ben presagire. Invece sì è scontrato con i 25 voti di preferenza ricevuti, il suo standard. Quando accade una sciagura e tutti fuggono, sovente mi posiziono dalla parte degli umiliati, degli sconfitti. Avevo infatti pensato di non sottrarmi e accettare il confronto-sfida, che avrebbe dovuto svolgersi in una delle più belle piazze di Rovigheto, la Merlin ex Roma. 

Rileggendo attentamente la sua lunga lettera-provocazione mi ha colto un dubbio. Mi aveva promesso un bicchiere di vino, per rallegrare l’incontro-scontro. Ho avuto però la sensazione di una scortesia: che se lo fosse già bevuto, da solo”.  

Articolo di Mercoledì 29 Maggio 2019

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