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CONSIGLIO PROVINCIALE

La Provincia revoca la delibera sui diritti esclusivi ai pescatori, Mantovan non ci sta

A partire dal 31 maggio rimangono solo 7 mesi di tempo per trovare la soluzione che consentirà alla Cooperativa dei pescatori di Porto Tolle di poter operare per 15 anni; contraria la consigliera Valeria Mantovan: “Chi ci assicura che sarà così?”

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ROVIGO - E’ passata quasi all’unanimità in consiglio provinciale la revoca della delibera sui diritti esclusivi di pesca che nella mattinata di giovedì 30 maggio aveva richiesto l’intervento della prefettura (LEGGI ARTICOLO) per sbloccare una situazione che, per la Provincia, rischiava di trasformarsi in un grande boomerang. La Cooperativa dei pescatori di Porto Tolle rischia infatti di vedersi mettere a bando i diritti di pesca e ciò comporterebbe per tutto il settore ittico, 1.500 persone più l’indotto, un futuro incerto visto che con il pubblico incanto non è detto che i diritti possano andare nella stessa direzione, così come come avviene dal 1991 a questa parte.  

Alle 21.00 di giovedì 30 maggio si è tenuta in serata il consiglio provinciale in cui si è deliberato quanto nella mattinata del giorno precedente più di qualcuno aveva affermato a verbale che non avrebbe votato come per esempio il consigliere Roberto Pizzoli, sindaco di Porto Tolle (LEGGI ARTICOLO). Assenti alla votazione Valeria Toso e Fabrizio Bonin, presente invece Valeria Mantovan, assessore di Porto Viro che ha mantenuto la stessa linea del 29 maggio rifiutandosi di votare la revoca della delibera (prima volta che succede dal 1991) ma comunque l’atto è passato con 7 voti favorevoli e 1 contrario.

La Mantovan ha ribadito il fatto che, a suo parere, la convenzione votata il 15 maggio scorso non era illegittima e che i consiglieri si sono fatti spaventare da una mail giunta da un’azienda che non ha nulla a che vedere con il settore della pesca. “Il requisito secondo cui si potevano affidare i diritti esclusivi di pesca non era venuto meno - ha detto la consigliera provinciale - la Provincia non doveva scegliere la strada più veloce ma doveva fare le opportune verifiche per vedere se esistevano ancora i requisiti. La proroga dei 15 anni, se dovesse avvenire, sarebbe un risultato storico e positivo ma non è così scontata. Non è facile da ottenere e quindi non si esclude di andare comunque a bando. C’è stata troppa fretta da parte della Provincia ma cosa accadrà se non arriverà la proroga?”. 

Articolo di Venerdì 31 Maggio 2019

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