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DIRITTI ESCLUSIVI DI PESCA

Sulla concessione delle lagune i commenti delle minoranze di consiglio del Delta

Soddisfazione da parte delle opposizioni di Porto Viro con Thomas Giacon e Porto Tolle con Claudio Bellan per come il prefetto di Rovigo ha saputo gestire la situazione anche se non è ancora tempo di esultare. Disponibili a collaborare con la maggioranza

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PORTO VIRO - PORTO TOLLE (Rovigo) - Le minoranze di Porto Viro e Porto Tolle sono soddisfatte per come è stata gestita la situazione dei diritti esclusivi di pesca da parte del prefetto di Rovigo, Maddalena De Luca (LEGGI ARTICOLO) e sperano che si possa arrivare ad una piena risoluzione della vicenda che riguarda entrambi i territori, come afferma il consigliere Claudio Bellan di Porto Tolle.

“La questione riguarda soggetti, che in virtù di una questione catalogabile all’interno del sistema demaniale in genere, avanzano i diritti di sfruttamento di alcuni mappali, che risultano ancora inseriti nelle loro proprietà, pur essendo tali aree da moltissimi anni coperte dall’acqua del mare e/o in collegamento con essa” spiega l’ex sindaco portotollese. 

Bellan però fa notare che è ancora vigente un articolo, il 28/ 98 del Codice della navigazione, che definisce tali aree di proprietà del Demanio, ma rispetto al quale non si è ancora completato l’iter amministrativo. “Da ricordare che il Consvipo, grazie al lavoro di rilievo con tecnologie innovative ha effettuato un lavoro puntuale, a favore ed in accordo con la Commissione delimitatrice competente, purtroppo però questo lavoro non è ancora terminato, ed una volta finito porterebbe definitivamente il riconoscimento di dette proprietà allo Stato. La questione si ripresenta ogni qualvolta deve essere rinnovata la concessione dei diritti esclusivi di pesca al Consorzio pescatori del Polesine in quanto i soggetti che ritengono di averne interesse, osteggiano con tutti i mezzi a loro disposizione tale concessione”. 

La Lista Bellan esprime quindi preoccupazione “per la tensione, che questa opposizione da parte della Società immobiliare Delta Po causa nei confronti dei pescatori deltizi, (la quale già in due gradi di giudizio da parte del tribunale, ha ottenuto parere negativo, al quale si era opposto l’allora assessore provinciale Bellan”. 

Vengono espressi anche soddisfazione e sostegno all’intuizione e all’operato del prefetto di Rovigo, Maddalena De Luca, “che ha saputo, grazie alla sua professionalità carpire alcuni collegamenti rispetto all’articolo presente nell’ultima finanziaria”

Sempre Bellan condivide e supporta i pescatori “nella loro rivendicazione e nell’assegnazione al Consorzio Pescatori del Polesine dei diritti esclusivi di pesca per un periodo molto più lungo di quello che era possibile assegnare negli anni precedenti, rispetto alle allora norme vigenti e auspica che quanto prima venga completato l’iter amministrativo della delimitazione delle lagune del Delta del Po, che andrebbe a chiarire una volta per tutte la reale proprietà delle aree lagunari del Delta, permettendo così di creare le condizioni affinché tale situazione non avesse più da ripetersi” (LEGGI ARTICOLO). 

La lista Bellan, spiega di volersi rendere disponibile a coadiuvare e supportare anche con decisioni amministrative, qualsiasi azione si ritenesse utile alla soluzione del problema, come ad esempio una maggior pressione nei confronti degli organismi competenti (Capitaneria di porto, Genio civile, Demanio regionale, Agenzia delle entrate-Catasto regionale). 

Dall’altra parte, a una trentina di chilometri di distanza, anche i consiglieri di minoranza di Porto Viro, con Thomas Giacon in prima fila, prendono posizione: “Esprimo a nome mio e dei consiglieri di opposizione di Porto Viro – dichiara Giacon - la nostra soddisfazione e sollievo nell'apprendere che è stata trovata dal prefetto di Rovigo una soluzione, seppur provvisoria, in merito ai diritti esclusivi di pesca, vicenda che coinvolge 1.500 persone e un’economia a livello europeo. Confidiamo nell’applicazione del comma dell’articolo 1 della finanziaria 2019 citato dal prefetto, al suo interno c'è un comma che permetterebbe la salvaguardia di queste realtà lavorative, produttive ed economiche territoriali. Resta il rammarico che una proroga concessa per soli 7 mesi, non garantisce tranquillità, quindi auspichiamo che i tempi, per trovare un accordo definitivo che permetta al Consorzio di lavorare per 15 anni, con serenità e con una programmazione, siano brevi”. 

Giacon spiega che le istituzioni locali, la Regione e le associazioni di categoria, devono continuare a vigilare e a sollecitare questo percorso “iniziato, perché il nostro territorio non può permettere che ‘privati’ senza alcun titolo, possano magari con l’aiuto di qualche politico, compromettere un intero territorio e la sua economia”. 

“Anche Porto Viro è coinvolta in questa vicenda - ricorda il consigliere - avendo tra i suoi cittadini decine di operatori che lavorano in cooperative affiliate ai consorzi. Pertanto come amministratori locali siamo stati e saremo attenti a quando accade per far in modo che tutto si risolva come sperato.

Per concludere riteniamo che la prima cittadina Veronese, che lei stessa si definisce ‘sindaca di tutti’, doveva almeno spendere un po' del suo prezioso tempo e qualche significativa parola, almeno per far finta di interessarsi alla questione che vede coinvolto non solo il Consorzio Scardovari, ma tanti nostri concittadini operatori ittici. Invece constatiamo che gli interventi dellassessore Mantovan sono isolati e non condivisi”.

Articolo di Sabato 1 Giugno 2019

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