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ALTERNANZA SCUOLA LAVORO

Il salvataggio dei profughi trentini raccontato dagli studenti

La 4°B del liceo classico Celio Roccati spiegherà in Accademia dei Concordi a Rovigo, giovedì 6 giugno, il progetto che li ha visti coinvolti

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ROVIGO - In continuità con alcuni progetti didattici rivolti ad analizzare il ruolo e il contributo del territorio polesano durante il primo conflitto mondiale, l’Accademia dei Concordi, la biblioteca del Seminario vescovile, il Centro polesano di studi storici, archeologici, etnografici e il liceo Celio-Roccati stanno realizzando in collaborazione il progetto in alternanza scuola-lavoro denominato “Rovigo Levico Rovereto” che sarà presentato giovedì 6 giugno alle 17 in Accademia dei Concordi.

Già negli anni antecedenti la Grande guerra la provincia di Rovigo accolse diversi profughi, provenienti in particolare dal territorio di Rovereto, che sotto la denominazione “Famiglia Trentina”, si attivarono a sostenere propaganda irredentista tramite la rivista Alba Trentina, nata e stampata a Rovigo.

Tra i profughi figuravano personaggi di particolare rilievo che assunsero anche significativi ruoli nella realtà politica, sociale e culturale di Rovigo. 

Sulla scia di iniziative avviate da alcune città italiane al fine di raccogliere adesioni per offrire la bandiera tricolore alle città redente, nel 1916 si stabilì che sarebbe stata Levico la città di riferimento per Rovigo. Si istituì al caso il Comitato pro bandiera a Levico, che poco dopo si integrò con le onoranze a Cesare Battisti, all’indomani del martirio dell’eroe trentino. E non si tardò a lasciare memoria di Battisti nel busto marmoreo inaugurato nel maggio 1917, a meno di un anno dalla sua morte: Rovigo molto probabilmente è stata la prima città a dedicargli un monumento.

Pochi giorni dopo la fine del conflitto (11 novembre 1918), in una affollata cerimonia svolta nel Teatro Sociale di Rovigo, veniva presentato alla cittadinanza il vessillo destinato a Levico. L’anno successivo, il 20 settembre 1919, una delegazione polesana si portò nella città trentina per la consegna ufficiale della bandiera. Nell’occasione anche Rovereto e Trento dimostrarono riconoscenza, accogliendo calorosamente gli ospiti. 

Il progetto didattico dopo cent’anni intende riproporre la memoria e i valori che in passato hanno caratterizzato il dialogo culturale e civile tra il Polesine e il Trentino.

Gli studenti di cinque classi del liceo Celio-Roccati sotto la guida dei rispettivi insegnanti (per l’artistico Mirella Boso, Stefania Zerbinati, Silvia Fogagnolo, Geremia Cocozza; per il Classico la 4°B di Lodovica Mutterle) e di collaboratori esterni (Adriano Mazzetti e Raffaele Peretto) hanno svolto ricerche d’archivio ed esaminato documenti e bibliografia, giungendo a produrre testi, filmati, elaborati artistici finalizzati alla presentazione pubblica della ricorrenza nel prossimo ottobre sia a Rovigo che a Levico e Rovereto, in considerazione dell’interesse dimostrato da Istituzioni delle due città trentine a condividere all’iniziativa. 

Per l’occasione si provvederà, inoltre, all’allestimento di una mostra itinerante e alla pubblicazione di un opuscolo.

Il Comune di Rovigo ha già concesso il patrocinio all’iniziativa che si avvale della collaborazione del Comune e della biblioteca di Ceneselli e della biblioteca civica di Rovereto. 

Il programma prevede i saluti istituzionali del vicepresidente dell’Accademia dei Concordi, Pierluigi Bagatin e della dirigente del Celio-Roccati, Anna Maria Pastorelli; seguiranno gli interventi di Raffaele Peretto che spiegherà la genesi del progetto, mentre Adriano Mazzetti della biblioteca del Seminario vescovile di Rovigo parlerà degli esuli trentini a Rovigo e la classe 4°B del liceo classico palerà del piacere della scoperta; a coordinare l’incontro sarà Maria Lodovica Mutterle del liceo statale Celio-Roccati.

Articolo di Lunedì 3 Giugno 2019

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