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LAVORI PUBBLICI

Attacco frontale al Governo sul codice appalti 

Il sindaco di Polesella (Rovigo) Leonardo Raito critica la volontà di riformare il codice degli appalti per decreto

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POLESELLA (RO) - “Come si fa a riformare il codice degli appalti con un decreto legge che dura 60 giorni con forza di legge (quindi obbliga tutti ad adeguarsi) e poi può cadere e riportare tutto al punto di partenza? Bisogna farlo capire alla gente. Sono cose allucinanti. Prodotte da chi non sa neanche di essere al mondo. Una roba che sta bloccando tutto e provocando inenarrabili sofferenze al mondo delle imprese”.

Questa la dura presa di posizione di Leonardo Raito, sindaco di Polesella e vicesegretario provinciale del Partito Democratico.

“Parlate con le imprese, parlate con chi gestisce gli appalti. Sono stati costretti, e lo ripeto, per decreto legge, col rischio di un provvedimento a scadenza, di adeguare modulistica, di adeguare sistema di gare, di aprire all’inverosimile la platea dei partecipanti alle gare. Se il codice degli appalti forniva le opportunità di operare, in regime di concorrenza, con invito a ditte rispettando il criterio di rotazione, consentendo, ad esempio, di mantenere una certa attenzione al mondo delle imprese locali, adesso, in nome di un’iper-concorrenza, le risorse di un territorio non potranno neanche più lontanamente supportare il territorio stesso. Delle prove? Andate a vedere chi si è aggiudicato in Polesine le ultime gare di una certa rilevanza e poi ne parliamo”. 

Raito punta l’indice soprattutto contro i Cinque stelle: “Credete che la piattaforma Rousseau possa decidere della vita e della morte delle imprese italiane? Di Maio, che si dovrebbe occupare di sviluppo economico, ma che forse lo potrebbe fare solo di fronte al Monopoli, si dimostra del tutto incapace di comprendere come funziona il mondo. O semplicemente, dato che non si è laureato e forse non ha fatto l’esame corrispondente, non conosce la differenza tra legge e decreto. Tutti i provvedimenti varati stanno massacrando il sistema delle imprese e, di conseguenza, incrementando i tassi di disoccupazione e il crollo del mondo del lavoro. Ma in fin dei conti, dopo la sparata Whirpool, poi smentita dai fatti, dopo la tragedia della Mercatone Uno, cosa dobbiamo aspettarci da questa gente? Speriamo vadano a casa presto. Lasceranno solo macerie”. 

Articolo di Martedì 4 Giugno 2019

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