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ADRIA

Gay pride? inaccettabile la qualità del dibattito

Da giorni si discute sulla questione gay pride ad Adria (Rovigo), Lamberto Cavallari, consigliere comunale di minoranza, prende le distanze dai toni, ma legittima le richieste della Lega

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ADRIA (RO) - Il Comune di Adria ha dato il patrocinio al gay pride di Padova, ne è nato un dibattito politico molto acceso nella città etrusca.

“Adria al gay pride? Non capisco dove stia il problema: noi non abbiamo problemi né con i gay ne’ con altri componenti della comunità Lgbt né con molti altri e francamente non capiamo questa bagarre su facebook dove invece di badare all’oggetto e avere il coraggio di dire la propria opinione ci si divide in guelfi e ghibellini”.

Lo sostiene Lamberto Cavallari consigliere di minoranza del Comune di Adria  “Dispiace anche che questa bagarre arrivi a  pochi giorni dal 2 giugno, Festa della Repubblica,  che nasce da una carta costituzionale che è stato il punto di equilibrio tra i padri costituenti, persone che la pensavano in modo  profondamente diverso, ma forse anche per questo ha saputo arrivare a scrivere che tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Un botta e risposta che ha coinvolto diversi soggetti politici, a cui il sindaco Barbierato ha risposto per le rime. “Noi crediamo che i consiglieri della Lega abbiano tutto il diritto di chiedere conto delle forme con cui è stato richiesto - spiega Cavallari - e concesso il patrocinio della città ed eventuali contributi economici; riteniamo che l’amministrazione  comunale, cosi come le amministrazioni provinciali, regionali e statali, abbiano il diritto in quanto espressione della maggioranza dei cittadini di patrocinare eventi e di parteciparvi. Troviamo però inaccettabile la qualità del dibattito che si è aperto in quanto non siamo e non saremo mai disponibili ad affrontare temi cosi importanti in maniera da essere strumentalizzati. Come la carta costituzionale ci insegna, noi saremo sempre dove ci sono i diritti di una minoranza o una diversità da difendere”.

Articolo di Martedì 4 Giugno 2019

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