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#elezioniROVIGO2019

Presi tanti voti ma potevano essere molti di più. Le Europee hanno confuso gli elettori

Antonio Rossini, Matteo Masin e Nadia Romeo tra i più votati a Rovigo raccontano il segreto del loro successo elettorale

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ROVIGO - Sono i re dei voti, eppure in questa tornata elettorale il loro risultato è stato “falsato” a causa delle elezioni europee.

Antonio Rossini, Matteo Masin e Nadia Romeo sono coloro che hanno ottenuto rispettivamente 492, 429 e 277 voti (LEGGI ARTICOLO). Ma a cosa è dovuto questo successo? 

“Ho avuto circa una cinquantina di preferenze che sono state annullate - ha detto Rossini, candidato nella lista civica Monica Gambardella sindaco - ma questo è fisiologico: solitamente la percentuale di ‘perdita’ si aggira attorno al 10%. Il numero che ho fatto, invece, è frutto del lavoro capillare sul territorio di questi ultimi 4 anni di politica costruttiva in consiglio comunale e a contatto con la gente non trascurando le frazioni”. E infatti è lì che Rossini ha raggranellato molti consensi, specialmente a Mardimago dove il suo nome è stato scritto 44 volte, “ma anche a Boara, a Grignano, a Borsea. Ho avuto un riscontro positivo un po’ dappertutto - gongola Rossini - Mardimago la spiego nel senso che lì c’è stata una situazione che purtroppo ancora oggi ci troviamo ad affrontare e presenta problematiche ancora irrisolte”.


Secondo Rossini il traffico pesante è ancora una questione che attanaglia diverse frazioni e quartieri e per cui dovrà essere trovata una soluzione. Rossini ha sempre puntato (e intende puntare nel corso dei prossimi 5 anni) anche sulla riqualificazione delle varie zone “serve una politica che riporti la luce. E intendo anche quella delle vetrine in centro”. Oltre all’intenso lavoro di “porta a porta” e di riflettori costantemente puntati su diverse tematiche, il più votato del consiglio, ammette, sorridendo, di aver dovuto prendere delle ferie, più di 3 settimane, per rendere possibile il risultato. “Molto è stato frutto anche delle mie interpellanze: infatti sono stato il consigliere che ne ha fatte di più”. 

A chi gli chiede se ora si sente pronto a prendere il posto (e l’ufficio) che era di Paolo Avezzù, Rossini dice di non voler entrare nel merito: “Prima bisogna vincere. Non è opportuno fare questi discorsi a priori. Ora tutta la squadra è concentrata per la vittoria finale. Bisogna fare come ha detto Zaia, pensare che ci manca sempre un voto. Non bisogna dare niente per scontato”.

Un altro candidato che ha preso moltissimi voti è Matteo Masin del Forum dei cittadini. “Ero obbligato ad andare oltre i 400 voti - ha spiegato - perché la mia intenzione era trascinare la lista in maniera tale da avere l’autosufficienza”. Non è stata una grossa sorpresa, quindi, per Masin la pioggia di consensi visto che ha rispettato il suo trend: “Nel 2006 ne ho avuti 308, ma anche allora, nella lista dei Comunisti italiani non mi vennero conteggiati dei voti, circa 50. Quando venni eletto consigliere provinciale, presi circa 300 voti. Nel 2011 ero candidato sindaco e quindi non fa testo ma, in zona Granzette, ho avuto circa 450 voti”.

Ciò non significa che non sia felice, anzi, “mi dispiace per quei 60 voti annullati solo nel seggio di Granzette” anche se per Masin sarebbero molti di più. Il consigliere ormai eletto non vuole sentir parlare di possibili assessorati, anche alla luce delle dichiarazioni di Edoardo Gaffeo che ha pubblicamente ammesso di non voler dare referati a persone con esperienze pregresse.

Gli assessorati non mi interessano. Chi mi conosce lo sa. Ci sono tante persone con competenze molto più visibili rispetto a quelle del sottoscritto. Io divento e sono una persona che si impegna a seconda della necessità in quella singola materia. Non mi piace vivacchiare in consiglio comunale. In ogni mandato ho avuto qualcosa che mi ha codificato”.

Masin, infatti, spiega di aver sempre portato avanti delle battaglie, a volte andando anche contro la sua stessa maggioranza di governo. “Ritengo che se tu ti candidi per fare il consigliere, devi fare il consigliere. La gente che ti manda là lo fa per avere un riferimento. Mi sembra una cosa normale”.

Regina delle preferenze, per Rovigo, è stata invece Nadia Romeo, candidata con il Partito democratico: “E’ un mettersi in gioco al servizio dei cittadini che danno fiducia - ha affermato - è un onore e un onere”.

Per la Romeo si tratta di un riconoscimento per ciò che ha fatto in questi anni per Rovigo. “Faccio politica per passione e per spirito di servizio verso la mia città. E’ un onore aver avuto questa riconferma che mi stimola ad impegnarmi sempre di più sperando di poterlo fare dalla parte della maggioranza”. Anche l’esponente del Pd è stata tra quelli che si sono visti sottrarre voti: “Molti mi hanno votato alle europee e altri mi hanno collocato sì nella coalizione ma nella lista sbagliata. Almeno 50-60 voti sono andati via così. Questa volta c’è stato un maggior rigore nell’applicare il regolamento”.

Ciononostante la Romeo fa buon viso a cattivo gioco: “Ci può stare: erano due schede elettorali con tre preferenze alle europee... Quel che conta è il risultato che è stato in ogni caso gratificante. Forse può aver dato fastidio a chi non è entrato in consiglio per pochi voti ma sono cose che vanno messe in conto”.

Articolo di Giovedì 6 Giugno 2019

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