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EDILIZIA ROVIGO

Mercato immobiliare malato a Rovigo

La situazione non è rosea ed il presidente Paolo Mercuri dell’Associazione della proprietà edilizia lancia l’allarme spiegando che i proprietari sono costretti a scendere a compromessi pur di vendere o affittare

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ROVIGO - Sono appena state rese pubbliche le statistiche regionali relative al mercato immobiliare residenziale della Regione Veneto, che forniscono una concreta analisi della composizione e delle dinamiche del mercato immobiliare nell’anno 2018 del settore residenziale, attraverso l’impiego dei dati rilevati ed elaborati dalla Direzione centrale servizi estimativi e Osservatorio mercato immobiliare.

I dati relativi alla provincia di Rovigo registrano un aumento del numero delle compravendite immobiliari in tutta la provincia, con 2.307 transazioni, che rappresentano un rialzo del +8,70% rispetto al 2017. Eppure il presidente dell’Associazione della proprietà edilizia, Paolo Mercuri non è felice. Anzi. 

Si distingue particolarmente il capoluogo Rovigo con 607 transazIoni, corrispondente ad un +9,4% rispetto all’anno precedente.

La maggior parte del territorio polesano ha registrato valori in aumento del numero degli scambi, ad esclusione delle macroaree Medio Polesine – Riviera Adige, Occhiobello e Rosolina – Località Turistica.

La quotazione media per l’intera provincia di Rovigo è di 1.061 euro per metro quadrato (-0,34% rispetto al 2017), laddove La quotazione media del Veneto è di 1.912 euro per metro quadrato per i capoluoghi e di 1.262 euro per metro quadrato per gli altri comuni.

La richiesta maggiore è rivolta verso abitazioni di superficie compresa fra 50 e 85 metri quadrati.

Il maggior numero delle compravendite è stato registrato nella zona centro cittadino e quartieri che coincide con la città, escluso il centro storico, ed i suoi quartieri con edificazioni recenti. Segue la zona rurale, frazioni, località, borgate che conferma nel territorio l’interesse per le abitazioni in corrispondenza delle frazioni più distanti dalla sede comunale e poi la zona corrispondente al centro storico dove il mercato offre, in particolar modo, appartamenti distribuiti lungo corso del Popolo e le piazze principali.

La quotazione media comunale è di 1.155 euro per metro quadrato con valori che vanno da un minimo medio di 950 euro per metro quadrato della zona commerciale produttiva ad un massimo medio di 1.387 euro per metro quadrato della zona  centro storico, sede municipale. 

I dati, a prima vista positivi, sono invece tutt’altro che incoraggianti secondo Ape. 

Infatti, come spiega il presidente, Paolo Mercuri, l’aumento delle transazioni accompagnato dalla riduzione dei prezzi è indice di un mercato immobiliare malato, perché, secondo la nota legge economica “della domanda e dell’offerta”, in un mercato sano, all’incremento della domanda dovrebbe corrispondere un incremento dei prezzi. 

“Questo non avviene, ormai da anni,  in Italia, che è l’unico Paese d’Europa a trovarsi in queste condizioni - afferma Mercuri - La continua erosione dei prezzi accompagnata all’incremento delle transazioni significa allora, da un lato,  che i proprietari, pur di vendere, sono costretti a deprimere i valori degli immobili e, dall’altro lato, che gli acquirenti comprano solo in presenza di valori inferiori a quelli correnti. Senza considerare l’enorme quantità di immobili sostanzialmente privi di valore in quanto impossibili da vendere o da affittare per le condizioni strutturali, di manutenzione, o di ubicazione, o di scarsa appetibilità”.

Per il presidente di Ape, sul fenomeno erosivo incide anche l’aumento delle vendite che avvengono attraverso le aste immobiliari.

“Con la riduzione dei prezzi si riduce pertanto il risparmio delle famiglie e delle imprese che hanno creduto e investito nell’immobiliare negli anni meno recenti”.

Le medicine? Confedilizia ormai da tempo, anche unitamente ad altre importanti realtà del settore immobiliare, ha indicato le sue ricette, “fra le quali ricordiamo in primo luogo la riduzione della pressione fiscale, l’estensione della cedolare secca a tutti i contratti di locazione, la garanzia per il locatore di rientrare in possesso dell’immobile in tempi certi, la liberalizzazione delle locazioni commerciali, incentivi fiscali per le permute immobiliari. Per quanto riguarda in particolare la realtà locale, presenteremo al nuovo sindaco le nostre idee e le nostre proposte per il miglioramento del comparto immobiliare. Un problema ulteriore che affligge il settore è ancora quello delle morosità nei rapporti di locazione”.

Sebbene il fenomeno sia più contenuto rispetto agli anni passati, per Mercuri oggi è sempre più difficile trovare inquilini che possano offrire ragionevoli garanzie di solvibilità e di regolare pagamento del canone e ciò induce a dismettere le seconde case, la proprietà delle quali è ormai considerata più un peso che una ricchezza.

“Per aiutare a risolvere questo problema l’Associazione di Rovigo, nell’ambito di una più ampia attività di assistenza e consulenza, ha istituito un nuovo servizio che permette - con una sola interrogazione – di consultare, in un'unica scheda e con immediatezza, i dati disponibili sulla situazione economico-finanziaria e patrimoniale di persone fisiche e di società, aggregando dati provenienti da catasto, camere di commercio, tribunali e conservatorie del territorio nazionale. 

Il servizio può rivelarsi particolarmente utile per analizzare (attraverso una valutazione oggettiva basata sull'affidabilità economica e commerciale), i futuri conduttori di contratti di locazione, così come potenziali amministratori di condominio o fornitori di beni e servizi”.

Articolo di Giovedì 6 Giugno 2019

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