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CULTURA ROVIGO

Anima e corpo per l’Arma, le mani per la terra. Un modello da ricordare

Presentato all’Archivio di Stato di Rovigo il libro - diario Luciano Fornari, i miei cinque anni nell’Arma dei Carabinieri Reali (1896-1901) 

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ROVIGO - Passano gli anni, i secoli, ma l’impegno è sempre lo stesso. Se avesse avuto le sestese tecnologie del nostro tempo probabilmente Luciano Fornari sarebbe stato ugualmente un Carabiniere modello. Un uomo vicino alla gente, lavorava la terra, e la stessa terra a cui ha dato tanto, a distanza di tanti anni, gli ridà il lustro che merita.

Venerdì 8 giugno nella sede dell’Archivio di Stato di via Sichirollo è stata presentato il libro diario  “Luciano Fornari, i miei cinque anni nell’Arma dei Carabinieri Reali (1896-1901)”.

Per l’occasione sono stati esposti cimeli, documenti, e divise dell’epoca. Uno spaccato della storia d’Italia raccontata attraverso la vita di un uomo che anche dopo essere stato nell’Arma ha fatto grandi cose a Lusia nell’agricoltura contribuendo ad inventare la prima serra in vetro.

Presente venerdì in Archivio di Stato, la famiglia di Luciano Fornari, Carmine Fruncillo, Prefetto vicario, il comandante provinciale dell’Arma, il tenente colonnello Antonio Rizzi, l’autore Adriano Mazzetti, il sindaco di Lusia Luca Prando, l’ex parlamentare Emanuela Munerato, i vertici la Guardia di Finanza, Luigi Contegiacomo (associazione nazionale Archivistica nazionale) e il padrone di casa, il direttore Emanuele Grigolato.

Un evento organizzato in occasione della festa dell’anniversario dell’Arma dei Carabinieri celebrata il 5 giugno, e che ha richiamato diversi cittadini ed ex militari.

Nato a Rovigo, una passione per la musica, lavorando come giardiniere, con i soldi che guadagnava, acquistava libri per studiare. Un uomo apprezzato a Lusia dove ha lasciato un segno indelebile. Dopo i cinque anni da Carabiniere si è dedicato alla terra, ha fondato la cooperitiva locale degli agricoltori (società Ortolani Lusia).

Una storia di un uomo normale documentata dal diario trovato tra gli scatoloni di casa, che traccia uno spaccato della società dell’epoca. Edito da Apogeo di Adria (Rovigo), e curato da Adriano Mazzetti, racconta con novizia di particolari vicende storiche del nostro Paese come l’uccisione di Re Umberto I avvenuta il 29 luglio 1900. Luciano Fornari partecipò alle indagini a Prato.

Di Borsea, classe 1876, figlio del rodigino Graziano e Francesca Andreotti, nella sua straordinaria normalità, Luciano Fornari è un pezzo di Polesine da conservare.

 

Articolo di Venerdì 7 Giugno 2019

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