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ONORIFICENZA BERGANTINO E BADIA

Attestati di merito ai militari polesani distintisi nell’attività di polizia giudiziaria

I riconoscimenti sono stati consegnati al luogotenente Mauro Tenani, residente a Bergantino e al brigadiere Marco Chinaglia di Badia Polesine

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BADIA POLESINE (Rovigo) - Mercoledì 5 giugno, nell’ambito delle celebrazioni per il 205esimo anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri al Comando provinciale dei carabinieri di Verona, alla presenza delle più altre autorità civili, militari e religiose, due carabinieri polesani sono stati insigniti di importanti attestazioni al merito. 

I due premiati sono il luogotenente carica speciale, Mauro Tenani, comandante del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Legnago (Vr) ed uno dei suoi più stretti collaboratori, il brigadiere capo qualifica speciale, Marco Chinaglia: il primo originario di Rovigo e residente a Bergantino, mentre il secondo è di Badia Polesine, dove vive. 

L’encomio riguardante il luogotenente e l’elogio al Brigadiere, sono stati concessi dal comandante della Legione “Veneto”, generale di brigata, Giuseppe La Gala, per un’importante attività di polizia giudiziaria condotta dal Nucleo operativo e radiomobile (Norm) di Legnago, che ha permesso di disarticolare due sodalizi criminali che, in combutta tra loro, gestivano furti con riciclaggio di costose autovetture. Le auto rubate, dopo opportune modifiche strutturali e documentali in un capannone di Cerea, venivano vendute nei paesi dell’Est Europeo. 

Le indagini dei carabinieri (fra i quali i due polesani) hanno permesso l’arresto in flagranza di reato di sei stranieri e il recupero di 18 autoveicoli. Collegata a questa attività delinquenziale i malviventi gestivano anche un traffico di sostanze stupefacenti organizzato dall’interno del carcere veronese di Montorio. Infatti, durante il sequestro del capannone, sono stati recuperati 23 chili di hashish, col conseguente arresto di altri 4 individui.

Il luogotenente Tenani ha ricevuto anche un altro encomio per il lavoro svolto in relazione ad uno degli omicidi più efferati perpetrato nel 2016 in Albaredo d’Adige, quando il giovane rumeno Filip Andrei, con la complicità dell’allora fidanzata minorenne, assassinò la madre e la sorella 12enne, smembrandone i cadaveri e, dopo averli celati in tre trolley, li gettarono nelle acque dell’Adige. 

I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Legnago individuarono i responsabili assicurandoli alla giustizia ma, come ha ricordato il luogotenente rispetto a quella vicenda, resta il rammarico di non avere più ritrovato i resti della bambina, sebbene nulla sia rimasto intentato.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 10 Giugno 2019

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