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NUOVO SINDACO DI ROVIGO

Piergiorgio Cortelazzo a ruota libera dopo la terza sconfitta in Polesine

E' accusato da più fronti di non aver contribuito al successo della candidata Monica Gambardella, ma il coordinatore provinciale di Forza Italia non ci sta e racconta la sua visione della politica di centrodestra

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ROVIGO - "Tanto di cappello alla capacità del centrosinistra di presentarsi all'elettorato come il nuovo, anche se con Azzalin, Romeo, Chendi, e le sinistre in lista. Bravi. Bravo soprattutto al nuovo sindaco che ha saputo gestire le diverse spinte dalla base. Da noi invece, nulla da dire a Monica Gambardella, che ho conosciuto solo di recente, ma una triste terza sconfitta di fila con Adria, Occhiobello e Rovigo, ma sempre leali ed al fianco della Lega". Così il coordinatore provinciale di Forza Italia Piergiorgio Cortelazzo che ricorda come già a febbraio 2019 avrebbe dovuto lasciare il coordinamento provinciale, ma a causa della caduta di Bergamin l'avvicendamento non è stato avvallato dal coordinatore regionale Davide Bendinelli.

"Nella cacciata di Bergamin si è visto un dilettantismo disarmante: nessun piano B per cambiare qualcosa, visto che se mandi a casa un sindaco, prima o poi ritorni al voto - commenta Cortelazzo - A Rovigo è stato riproposto all'elettore un centrodestra pressochè identico alla stessa maggioranza Bergamin di prima salvo il consigliere Antonio Rossini che da ex tosiano è passato a pseudo civico dentro la lista del sindaco. Se questa era il cambiamento..."

E' pronto a tenere una conferenza stampa per spiegare il suo punto di vista Cortelazzo che ricorda il motivo per cui è arrivato a Rovigo: "L'indicazione ricevuta dall'allora coordinatore regionale Adriano Paroli era quella di disinnescare una situazione esplosiva: il vicesindaco di Forza Italia Ezio Conchi, il coordinatore comunale Valter Roana erano per mandare a casa il sindaco Massimo Bergamin. Prima di me il coordinatore Bartolomeo Amidei al provinciale, anche lui della partita, insieme al consigliere Dolcetto, tutti di Forza Italia. Io arrivo a Rovigo per evitare di far cadere il Comune per mano di Forza Italia visto che era già successo con Bruno Piva".

"Su questo scenario di odio si aggiunge la componente di Renzo Marangon, che faceva le serate pubbliche contro l'amministrazione Bergamin e proprio a lui in un incontro promosso dal presidente Ivan dall'Ara, un pranzo cordiale, ho detto che non condividevo il suo disegno e che non gli avrei dato alcun ruolo nel partito perchè incompatibile con la condotta politica da me ricevuta dal regionale".

"Vengo accusato di non fare unione (LEGGI ARTICOLO) quando in realtà è il gruppetto intimo di Conchi e Roana che non aveva alcuna intenzione al dialogo. Si aggiunga poi nella storia l'ingresso del gruppo consiliare facente riferimento all'ex presidente del consiglio Paolo Avezzù che ha dimostrato interesse nel confluire in Forza Italia con il proposito di dare il proprio contributo al partito facendolo crescere oltre i confini imposti proprio da Roana e Conchi. La mia mission era quella di invertire la loro rotta ed essere inclusivo piuttosco che esclusivo come avevano fatto loro riducendo il partito per far accrescere il loro controllo".

"Si arriva al punto di rottura, Conchi e Roana escono e Forza Italia sostiene Bergamin sostituendo Bimbatti a Conchi, un candidato che era rimasto fuori da Forza Italia nel 2015 e che che alle comunali aveva ottenuto, da solo, un risultato simile a quello di tutto il partito di Forza Italia con Amidei coordinatore e Conchi e Roana felici gregari.

Subito dopo la cacciata di Bergamin il partito si mette a disposizione per individuare un candidato non necessariamente di Forza Italia, ma di reale cambiamento rispetto al predecessore, targato Lega, ma proprio dalla Lega, Corazzari fa una fuga in avanti bruciando una serie di candidati in serie. Nel mentre Conchi avvia la propria corsa in solitaria senza alcuna condivisione con il partito, per evitare qualsiasi condivisione con la Lega, che sarebbe stata imposta dal regionale, e Corazzari, ben sapendolo, ci coinvolge solo all'ultimo, dopo aver promesso tutto a tutti e lasciando Forza Italia ai margini con la scusa della necessità della corsa unitaria, piuttosto che rischiare la corsa in solitaria come aveva già espresso Conchi".

"Da Rovigo è emerso il desiderio di essere in coalizione da subito, rispetto ad una eventuale corsa autonoma al primo turno, che personalmente auspicavo, ma alla quale mi sono adeguato rispettando il territorio".

"Sulla questione apparentamento non ho dato alcuna indicazione a Corazzari per escludere Conchi, anzi, alla mia richiesta di informazioni in tal senso, dalla Lega mi è stato comunicato che non c'è alcuna intenzione di allargare la maggioranza. La proiezione di apparentamento con le liste di Conchi avrebbe determinato infatti un -1 consigliere per Lega ed -1 per la civica Gambardella, ma fossero stati un -1 per Forza Italia ed -1 per Fratelli sono certo che sarebbe andata diversamente".

"Conchi ha legittimamente seguito un percorso politico diverso da quello azzurro, si è visto in Provincia, quindi nessuna lezione di condotta da chi ha deciso di prendere altre strade. Mi spiace, ma quella non è la politica di Forza Italia".

Cortelazzo rispedisce al mittente qualsiasi accusa di mal condotta politica anche se ad Adria, Rovigo ed Occhiobello, si è perso tre volte su tre. "Sono sempre stato al fianco della Lega con rispettosa lealtà, ma abbiamo perso tre volte perchè l'indicazione ricevuta è sempre stata quella di andare insieme. Adria il candidato era della Lega, Occhiobello idem, Rovigo pure. Colpa di Forza Italia?".
Articolo di Martedì 11 Giugno 2019

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