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IPAB IN CONSIGLIO

Il consiglio di Badia Polesine si infiamma sulla casa di riposo

Il cda della Casa del sorriso ha scaldato gli animi della minoranza che ha chiesto le dimissioni del presidente Tommaso Zerbinati

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Il consiglio di amministrazione della Casa del sorriso apre alle possibilità di un progetto Dopo di noi nel Villaggio del sole e dell’esternalizzazione di alcuni servizi. Queste sono le novità annunciate dal presidente Tommaso Zerbinati nel consiglio comunale del 7 giugno, convocato, oltre che per la surroga di Silvia Bonazzi con Sara Quaglia, per fare il punto sulla difficile situazione dell’ente. Nell’occasione accompagnato dal consiglio di amministrazione, (assente per motivi di salute il consigliere Adino Rossi), il massimo esponente ha fatto una relazione sul bilancio consuntivo 2018 (il primo interamente gestito dal nuovo cda), la cui differenza tra previsionale a consuntivo darebbe un risparmio di 77mila euro. Un indicatore positivo, anche se, come ha spiegato il presidente, “le economie sono conseguenti al mancato funzionamento a pieno regime della struttura”. 

Due le novità messe in campo per il risanamento del bilancio, oltre alla contestata rimodulazione delle rette (LEGGI ARTICOLO) e il sopraggiunto via libera per la trasformazione di dieci posti letto dal primo al secondo livello assistenziale, l’annuncio di una possibile esternalizzazione a cooperative dei nuclei con pochi posti letto e l’ipotesi di un progetto sul Dopo di noi da realizzarsi nei “5 mini appartamenti” collocati al primo piano del Villaggio del sole

L’esternalizzazione è ritenuta una soluzione “performante” che non dovrebbe intaccare i livelli occupazionali attuali (però già calati dai 155 dipendenti del 2018 ai 146 del 2019). L’idea sarebbe comunque abbandonata qualora non si riscontrassero le ipotizzate economie. Col Dopo di noi, invece, l’amministrazione pensa di poter dare risposta alla domanda emergente dal territorio “che invoca un’attenzione verso la disabilità adulta”.  Infine si sta lavorando anche per l’iniziativa “La palestra della salute”, in modo tale che possa la struttura attuale possa essere utilizzata anche da esterni a pagamento.

In realtà, secondo l’opposizione, “La situazione che si evince leggendo i bilanci non è poi così rosea - ha dichiarato il capogruppo di Adesso Badia, Gianni Stroppa - anzi, è preoccupante”. La struttura ha chiuso il 2018 con una perdita di esercizio netta di 140mila euro, come si evince dalla delibera di approvazione, senza considerare il ricorso pressoché costante alle anticipazioni di cassa e gli atti transattivi per pagare i fornitori

Se l’accusa politica principale è stata riservata alla mancata riforma regionale delle Ipab, rinominata dal capogruppo di minoranza “riforma Godot”, l’ex vicesindaco in un ping pong con Zerbinati, ha lamentato la mancanza di risposte e di soluzioni strategiche. “Si guarda l'immediato - ha detto Stroppa - senza un serio piano industriale” evincibile anche nella spaccatura interna al cda, emersa col voto contrario al bilancio di un consigliere. Quindi, riesumando un articolo di RovigoOggi del 16 febbraio 2017 dal titolo “Invece di privatizzare dimettetevi” (LEGGI ARTICOLO) Stroppa ha chiesto al cda e, in particolare al consigliere che ha votato contro il bilancio,“Non avete pensato di dimettervi?”. Parole pesanti che hanno surriscaldato il numeroso pubblico e la rappresentanza dei familiari, affatto rassicurati dal presidente Zerbinati. 

“Non siamo qui per rassicurare - è intervenuto il sindaco Rossi – ma per aggiornarci, come stabilito nel novembre scorso”, annunciando per il 22 giugno una tavola rotonda in sala consigliare sul futuro della casa di riposo. 

“Non sono completamente soddisfatto ma devo riconoscere a questo cda l’impegno che ha portato, fra l’altro, alla stabilizzazione di 17 dipendenti precari”. Il sindaco ha anche ricordando che Zerbinati ha ereditato una situazione, non l’ha creata e non si può chiedere al vertice di rivoluzionare di punto in bianco un processo già avviato di privatizzazione (il riferimento all’ex presidente Remo Previatello è parso evidente). Infine Giovanni Rossi ha confermato l’incontro avuto il 6 giugno con i sindacati “in un clima generale sicuramente migliorato”, anticipando l’iniziativa che intende attuare con gli altri sindaci coinvolti nel problema generale delle Ipab, cioè quella di produrre un documento unitario da sottoporre ai vertici regionali.

Il consigliere convalescente Adino Rossi, avvicinato al telefono, ha dichiarato: “Mi dispiace di non aver potuto partecipare. Non sarebbe stato un ping-pong Zerbinati Stroppa, anche perché avrei ricordato all’ex vicesindaco il suo voto favorevole alla depublicizzazione nell’agosto del 2015 (con le famose 10 condizioni). Per quanto riguarda le dimissioni sarebbe l’ultima delle richieste ricevibili da lui. Non si usa il seggio comunale per gli show personali. L’opposizione può e deve essere pungente ma non distruttiva”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Martedì 11 Giugno 2019

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