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ANALISI DEL VOTO - LEGA

La colpa vera è di una eredità difficile

Cristiano Corazzari, commissario comunale della Lega, commenta la sconfitta del centrodestra. “Scarsa affluenza e situazione difficile dopo due amministrazioni finite anzitempo”

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ROVIGO - "Mi assumo le mie responsabilità come commissario cittadino per tutelare tutti i candidati. La colpa vera è della nostra eredità - afferma Cristiano Corazzari dopo la sconfitta al secondo turno di ballottaggio per il Comune di Rovigo - Porgiamo le congratulazioni istituzionali al nuovo sindaco a cui auguriamo di fare un buon lavoro per la città”.

Sono gentili le parole di Cristiano Corazzari, avvocato, assessore regionale del Veneto, ma anche commissario comunale della Lega di Rovigo. Parole ineccepibili, ma velate di profonda amarezza e pronunciate con reale tristezza, perché da una parte riconosce che l’eredità di Bergamin era difficile da scrollare dalla memoria degli elettori, dall’altro per la consapevolezza che, essendo l’ex sindaco cacciato, del suo stesso partito, non ha potuto prendere le dovute distanze, tanto che è sempre dovuto essere considerato vittima di una triste congiura.

Talmente vittima che dopo l’uscita da Palazzo Nodari l’ex sindaco non si è più fatto vedere, ed i cosiddetti traditori così malvisti non sono, visto che sono in procinto di essere riammessi nel circolo Lega di Rovigo. 

“Ringraziamo la metà degli elettori di Rovigo che ci hanno dato fiducia, un grazie a Monica Gambardella e a tutti i nostri candidati della Lega che hanno messo faccia e cuore per la sfida di questa città”.
“Il risultato ci dispiace, - commenta - la città di Rovigo non merita di rimanere staccata dal contesto regionale e nazionale, lavoreremo per migliorare e recuperare il consenso che non ci è stato riconosciuto”. Corazzari riconosce che l’impresa era difficile perché “arrivavamo da due amministrazione di centrodestra mandate a casa anzitempo, quindi si arriva da situazione complessa e andava fatto un lavoro importante per il riscatto futuro”. 

Secondo Corazzari si è pagato il prezzo della scarsa affluenza alle urne: “Se avessimo riconfermato tutti i voti del primo turno sicuramente ce la avremmo fatta, anche se con uno scarto di 16 voti”.

I temi forti della Lega, “evitare la deriva a sinistra”, saranno quelli dell’opposizione che lo vedrà tra i banchi del consiglio comunale, in opposizione: “mi sono impegnato con i cittadini a fare un lavoro di collegamento tra la città e la Regione. Mi metto a servizio come mi ero impegnato a fare accettando la candidatura a consigliere”.

In tanti hanno detto che se Matteo Salvini fosse venuto a Rovigo quei 400 voti sarebbero stati un bottino facile per Gambardella. “Matteo Salvini non ha mai fatto mancare il suo appoggio - spiega Corazzari -, si è speso anche per noi, ha moltissimi impegni e come partito lo abbiamo sempre sentito vicino”.

La scelta di non apparentarsi con le due civiche di Ezio Conchi? “Abbiamo scelto di andare avanti con la coalizione originaria. La rottura con Conchi è dovuta a vecchi rancori tutti dentro Forza Italia, questi strascichi hanno portato a danneggiare il centrodestra in coalizione con Forza Italia. La situazione mi ricorda i capponi di manzoniana memoria e faccio fatica a capire il perché”. Forza Italia è rimasta fuori dal consiglio, “Mi spiace”.

Guardando in casa Lega ora si faranno le valutazioni interne. “Ci sarà un direttivo Lega, valuteremo gli errori, se non abbiamo vinto i motivi ci sono, dobbiamo essere responsabili e autocritici, ma poi guardare avanti e rilanciare la nostra azione per la città”.

Articolo di Martedì 11 Giugno 2019

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