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TAGLIO DI PO

Chi dona il sangue salva la vita 

Cinquant’anni di volontariato, l’Avis di Taglio di Po (Rovigo) li ha festeggiati con un convegno

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TAGLIO DI PO (RO) - Sabato 8 giugno si è tenuto, presso il museo regionale della bonifica di Ca’ Vendramin, il convegno intitolato “La Vis di Avis”. Il tema di questomeeting è anche il titolodel volume, scritto da Vincenzo Saturni, Giorgio Fiorentini ed Elisa Ricciuti, che si occupa di analizzare e studiare gli  impatti sociali ed economici indotti dall’insieme delle attività che Avis promuove. “Vis” quindi non solo come “forza” di Avis ma anche come “Valutazione di Impatto Sociale”.

A fare gli onori di casa sono stati il presidente dell’Avis tagliolese Martino Ponzetto assieme al consigliere nazionale Mirko Vicentini.

Vicentini ha affermato che c’è bisogno, sempre più, di formazione a livello dirigenziale anche per le Avis di base, al fine di crescere e lavorare “in rete”divenendo messaggeri coesi e preparati. Il presidente Ponzetto ha ringraziato i partecipanti e i rappresentanti delle molte realtà associative presenti, convenute oltre che per l’interessante convegno, anche per la felice ricorrenza del cinquantesimo anniversario dell’Avis di Taglio di Po.

L’assessore al Territorio, Davide Maragoni, si è detto soddisfatto e compiaciuto perché il convegno ha saputo far riflettere e focalizzare l’attenzione sull’aspetto sociale, di volontariato, di tempo dedicato, di inclusione e coinvolgimento che Avis riesce ad ottenere e a produrre nei territori dove opera.

La presidente di Avis Provinciale Rovigo, Barbara Garbellini, nel ringraziare i promotori del convegno, ha spiegato che gli strumenti per promuovere l’associazione ci sono ma sono forse poco conosciuti anche dai dirigenti; il libro rappresenta inoltre un compendio di tutto ciò che un donatore periodico può ricevere attraverso il suo dono in tema di prevenzione.

Cinzia Scipioni, responsabile del Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’Ulss 5 Polesana, considerando la sua esperienza, ha affermato che “la Vis” per lei è da intendersi come “forza” che quotidianamente vede nei donatori sangue che dedicano il loro tempo per arricchire di nuovegocce di linfa vitale l’oceano della salute; altri punti di “forza” sono rappresentati dal coordinamento e dalla promozione svolte dall’associazione che cerca di portare avanti un sistema ben gestito e che può essere sempre migliorato.

Relatore del convegno è stato Vincenzo Saturni coautore del volume: ha spiegato che dopo la pubblicazione del Libro Bianco nel 2013, che offriva una fotografia puntuale ed aggiornata del Sistema trasfusionale italiano dal punto di vista di AVIS, si è giunti alla realizzazione un nuovo studio dal titolo “La Vis di Avis - La valutazione dell’impatto economico e sociale dell’Associazione”. I dati sono stati ricavati attraverso questionari compilati da oltre mille donatori distribuiti su quattro sedi campione; è emerso che circa il 13% dei donatori ha potuto usufruire di diagnosi precoci di patologie grazie ai test di qualificazione sierologica e alle visite medico-specialistiche che precedono la donazione di sangue; a riguardo di alimentazione corretta, oltre la metà degli intervistati ha affermato di aver cambiato le proprie abitudini nutrizionali proprio in virtù dell’essere divenuto donatore di sangue anche se solo il 37,8% ha ritenuto importante modificare il consumo giornaliero o settimanale di alcolici; il 42,3% del campione ha dichiarato di aver modificato i propri comportamenti come fumatore, o abbandonando del tutto questo vizio oppure riducendo di molto il consumo giornaliero di sigarette.

Purtroppo si rileva che continuano ad essere sottovalutati l’impatto negativo derivante dall’uso di sostanze stupefacenti così comele conseguenze delle malattie sessualmente trasmissibili. 

Saranno necessarie nuove campagne informative su queste problematiche dato che trascurare questi aspetti - è emerso anche nel corso del dibattito - significa non solo spianare la strada a futuri problemi di salute per i singoli ma anche alimentare maggiori rischi a carico della collettività. Questa sarà un’ulteriore sfida che AVIS dovrà affrontare.

Fra il pubblico erano presenti  Alberto Argentoni (già presidente Avis Nazionale e Avis Regionale Veneto), l’attuale presidente di Avis Veneto Giorgio Brunello e il presidente di Avis Provinciale Venezia Tito Livio Peressutti.

 

 

Articolo di Venerdì 14 Giugno 2019

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