Condividi la notizia

LA STORIA

Residenza negata, denuncia il Comune ai Carabinieri

Si ritrova senza fissa dimora e non riesce più ad iscriversi alle liste anagrafiche dell'ultimo comune di residenza, così come nel capoluogo

0
Succede a:
ROVIGO - Alla fine si è dovuto rivolgere ad un avvocato ed ha citato il Comune di Villadose per omissione di atti d'ufficio presentando denuncia ai carabinieri di Rovigo assistito dal suo legale Roberto Rossin.

La storia è quella di un cittadino italiano, quasi trentenne, con trascorsi turbolenti che l'hanno portato anche alla detenzione in carcere, poi ai domiciliari.
Storie che disintegrano i rapporti famigliari, tanto che la sorella, residente a Villadose, sembrerebbe non voler avere nulla a che fare con il fratello, proprietario, tra l'altro, di una porzione di un immobile ereditato per successione dai genitori deceduti.

La vicenda del ritrovarsi senza fissa dimora comincia con il periodo di carcerazione quando il domicilio viene trasferito alla casa circondariale, e la residenza cancellata da Villadose per mancanza di frequentazione. "Una operazione legittima - commenta l'avvocato, di cui però il mio assistito non era a conoscenza all'epoca dei fatti".
La situazione si ingarbuglia quando alla carcerazione si sostituisce la detenzione domiciliare, da un conoscente, a Polesella.
Scontata la pena, libero quindi di ritornare alla propria vita, decide di seguire un percorso di recupero e si affida alle strutture sanitarie che lo indirizzano verso una comunità per persone con i suoi stessi problemi.

Per essere accolti nella comunità bisogna trasferirci la residenza, cosa che lui non ha. Come fare?
Si rivolge prima a Villadose, dove abitava, e non riceve risposte, poi a Rovigo, poi ad un avvocato.
E' proprio l'avvocato Rossin che spiega come il Comune di ultima residenza accertata ha il dovere di iscriverlo nelle proprie liste anagrafiche per consentirgli poi di spostarla.
Il dovere in questo caso sarebbe pure più evidente in questo caso trattandosi di un cittadino italiano proprietario di immobile nel comune di Villadose e con una famiglia, che non frequenta, ma comunque anche lei residente a Villadose.

Alla richiesta formale fatta dall'avvocato Rossin segue una risposta negativa del Comune "senza spiegare le motivazioni sottese al loro orientamento che ha ritenuto insussistenti le ragioni a fondamento dell'istanza proposta", e da questo muro di gomma portato avanti dal Comune la decisione di presentare denuncia per omissione d'atti d'ufficio.

Nel mentre l'avvocato si è rivolto, come suggerito da Villadose, al comune di Rovigo, che, a loro dire, avrebbe potuto rilasciare residenza per poi spostarla nella comunità a cui il protagonista della storia non ha potuto entrare.

"Rovigo ha risposto, ovviamente - ribadisce l'avvocato Rossin - negativamente, perchè è il Comune di ultima residenza, come da noi sempre sostenuto, che ha il dovere di iscrizione anagrafica.
In casi come questi, per ovviare la situazione, in almeno tre grandi città italiane di cui ho avuto conoscenza diretta - conclude Rossin - vi è una via in cui si portano le residenze d'ufficio dei vari senza fissa dimora che popolano la città. Anche perchè, il problema, triste nella burocrazia, di fatto confina questi soggetti fragili, ancora più al di là di una situazione di emarginazione che vivono in virtù dei loro trascorsi. Qui di fatto si sta negando la possibilità di intraprendere un reale percorso di recupero, si spera con esito completo e positivo, ad un soggetto che, scontata la pena, si è ritrovato senza più alcuna residenza".
Articolo di Venerdì 14 Giugno 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it