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TRA CINEMA E LIBRI ROSOLINA

Avati: “Vi racconto mezzo secolo di film e il magico Delta”

I fratelli Pupi e Antonio hanno partecipato a Rosolina alla presentazione del libro scritto dal polesano Michele Bergantin con Gordiano Lupi, Tutto Avati

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ROSOLINA (Rovigo) - Umili come i grandi sanno essere, schietti e diretti, Pupi e Antonio Avati sono stati i protagonisti di una serata-evento a Rosolina Mare, voluta da Comune e Pro Loco per avviare in grande stile il cartellone degli eventi estivi.

Pupi Avati ha diretto circa 50 film in 50 anni di carriera; accanto a lui – spesso come produttore – il fratello Antonio, scopritore appassionato di volti memorabili e custode attento dell’arte del fratello, un sodalizio – il loro – fatto di complicità, ironia e rispetto.

L’occasione della serata è stata data dalla presentazione del libro Tutto Avati scritto dal polesano Michele Bergantin in coppia con Gordiano Lupi: un libro sulle opere del maestro del cinema, ma anche un compendio di testimonianza di chi con i fratelli Avati ha lavorato, da Diego Abbatantuono a Neri Marcorè, da Antonio Albanese a Francesca Neri, Katia Ricciarelli, Carlo Dalle Piane, Gianni Cavina, Maurizio Costanzo, Alessandro Haber e tantissimi altri.

La serata – moderata dal giornalista Cristian Arboit – si è aperta con un ricordo del regista Franco Zeffirelli e con l’applauso partecipato della platea e dei fratelli Avati. A portare i saluti della Pro Loco il presidente Michele Grossato, che ha annunciato una stagione ricca di eventi; presenti i rappresentanti del Comune, il vicesindaco Daniele Grossato, gli assessori Anna Frasson, Alessia Zaninello, Stefano Gazzola.

Da lì una carrellata di immagini, aneddoti, ricordi privati che sono però patrimonio della cultura del Paese. Figura fondamentale per i fratelli Avati è stata quella della madre, rievocata in molte pellicole: una donna, rimasta vedova giovanissima e che ha saputo – in un’epoca non facile – seguire e dare concretezza ai sogni dei figli. “E’ stata la nostra più grande sostenitrice - ha detto Pupi - solo dopo la sua morte abbiamo scoperto dalle pagine del suo diario che il suo più grande sogno sarebbe stato quello di fare l’attrice. Non l’avremmo mai immaginato. Ce l’ha nascosto per decenni”.

Poi, la prima passione, quella per la musica e il jazz: “Ero il primo clarinettista della principale band di Bologna, poi è arrivato un certo Lucio Dalla. Pian piano ha dimostrato tutto il suo talento e io sono impazzito di invidia. Volevo ucciderlo”, ha ricordato, con grande autoironia, Avati. “Lasciare la musica mi è costato tantissimo”.

Arriva però la folgorazione per il cinema con la visione di Otto e mezzo di Fellini. “Il miglior film sul cinema di sempre. Dopo averlo visto, entro dai miei amici del bar Margherita e dico che voglio fare cinema. Iniziamo subito”.

L’atmosfera di fine anni Sessanta, dove tutto sembra possibile, la caparbietà di un intero gruppo di amici e la presenza di un mecenate che mette sul tavolo 10 assegni da 16 milioni di vecchie lire fanno sì che il primo film Balsamus, l’uomo di Satana prenda forma. E’ il 1968.

Peccato che il film sia un flop a cui ne segue un altro, l’anno dopo, Thomas e gli indemoniati.

Bisognerà aspettare il 1973 per La Mazurka del Barone, della santa e del fico fiorone, punto di svolta vista la presenza dell’attore feticcio dell’epoca, Ugo Tognazzi. “Il copione era rivolto a Paolo Villaggio, che si dimostrava riluttante. Arrivò a Tognazzi per puro caso e fu lui a chiamarmi”, il racconto di Pupi. “Mi telefonò da Parigi e mi chiese se secondo me lui fosse adatto a quel film. Rimasi senza parole”.

Da lì decine di film, riconoscimenti di pubblico e di critica: con La Casa dalle finestre che ridono, Gita scolastica, Regalo di Natale, Magnificat, La seconda notte di nozze, Il papà di Giovanna, Una sconfinata Giovinezza, solo per citarne alcuni.

Un’attività che non conosce fine, come dimostra l’imminente uscita nelle sale de Il Signor Diavolo, pellicola – girata nelle valli del Delta del Po  – che segna un ritorno del maestro al cinema horror e “spaventevole”, termine che lui ama.

“Il paesaggio del Delta è magico”, raccontano i due fratelli bolognesi. “E’ un territorio che favorisce l’immaginazione, sa creare atmosfere uniche e magiche”.

Una dichiarazione d’amore da parte di due grandi del cinema e della cultura, una serata importante per Rosolina che adesso si sta preparando al carnevale d’Estate, in programma per sabato prossimo, tra i più importanti eventi del litorale veneto.

Articolo di Martedì 18 Giugno 2019

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