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RIVOLUZIONE ULSS 5 POLESANA

Suem 118 più veloce a partire da settembre

Partirà la fase sperimentale del 118 che cambia e si potenzia: l’auto medica sarà la protagonista del primo intervento con medico ed infermieri, invece a bordo dell’ambulanza ci sarà un autista soccorritore e sarà inviata secondo i casi 

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ROVIGO - Suem verso la riorganizzazione. Come era già stato anticipato (LEGGI ARTICOLO) entro l’autunno l’attività del 118 subirà un intervento volto a migliorare il servizio che, come ha spiegato il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, Antonio Compostella, intende fare un po’ di “restyling”  per raggiungere una sempre maggiore efficienza. A dire il vero, vi sono anche degli obiettivi regionali da conseguire nell’area delle emergenze e, tra questi, vi è il raggiungimento dei tempi di intervento dalla chiamata all’arrivo dei soccorsi entro 18 minuti. “Noi - ha rilevato Compostella - siamo di poco fuori da questi standard, visto che raggiungiamo il tempo di circa 19 minuti”. 

Così, per rimanere sulla tempistica indicata dalla Regione, ecco che da settembre si cambia. Il punto focale è che l’uscita dell’ambulanza sarà discrezionale. Ciò significa che chi raccoglierà la chiamata d’emergenza dovrà valutare se inviare sul posto sul posto l’ambulanza, appunto, oppure l’auto medica che avrà a bordo un medico e un infermiere, o entrambe. Qui sta la novità: l’auto, essendo più veloce, riuscirà ad arrivare in minor tempo. Una volta sul posto, medico ed infermiere interverranno e valuteranno se sarà il caso di trasportare la persona in ospedale richiedendo anche l’ambulanza. 

Altro cambiamento: a bordo di quest’ultima è prevista la presenza di un autista soccorritore che sarà adeguatamente formato in maniera tale da riuscire a gestire le varie emergenze e non solamente il trasporto di persone malate o ferite.  Inoltre si andranno ad aggiungere al parco mezzi altre due ambulanze che saranno dislocate nel Medio-Alto Polesine e ad Adria in maniera da riuscire a presidiare meglio tutto il territorio. 

“Con questa riorganizzazione - ha spiegato Compostella - non c’è nessuno tra medici ed infermieri che resteranno a casa o che perderanno la qualifica. Anzi, sul versante degli autisti, alcuni la miglioreranno”.

Il responsabile del 118, Marco Sommacampagna, ha tenuto a precisare che si va ad operare su una realtà complessa con una densità estesa molto più che a Milano, con alcune fette di popolazione che vivono in zone distanti tra loro. “Un intervento fatto a Scardovari diventa problematico se il paziente va ospedalizzato” ha affermato Sommacampagna. Da qui deriva la necessità di dare la risposta giusta alla richiesta giusta del territorio razionalizzando al meglio le risorse che non vanno sprecate ma indirizzate meglio. Il ruolo fondamentale lo giocheranno quindi le auto mediche ma anche lo stesso personale con il medico e l’infermiere che potranno essere dislocati ove ve ne sia maggiore necessità. 

“Da domani - chiarisce Compostella - il ruolo principale ce l’avrà l’auto medica che è più veloce. In ragione della chiamata che arriva al 118, fatto il brevissimo triage per capire come inquadrare la situazione, parte immediatamente l’auto che avrà a bordo medico più infermiere: l’unità di emergenza più potente che abbiamo a disposizione. La centrale, poi, potrà far partire anche l’ambulanza dicendo di seguire l’auto medica per il trasporto e salirà a bordo, nel viaggio di ritorno, medico o infermiere”.  

Da settembre il servizio entrerà in una fase sperimentale e, salvo aggiustamenti, dovrebbe entrare pienamente in vigore entro la fine dell’anno.

Articolo di Martedì 18 Giugno 2019

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