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KICKBOXING

Per alcuni era la prima esperienza internazionale 

Ottima prova degli atleti dell’Asd Wip Academy di Lendinara (Rovigo) al Best Fighters di Rimini

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RIMINI - “Posso dire di essere abbastanza soddisfatto dei miei ragazzi, abbiamo lavorato molto e anche se per alcuni era la prima esperienza internazionale, sono davvero contento di come hanno affrontato la tensione, senza cedere mai e affrontando ogni problema a testa alta, sembrava fossero sul tatami da sempre”. Sono le parole di Marco Ruzzante che ha partecipato con i suoi ragazzi alla Best Fighters, che si è svolta a Rimini venerdì 14 e sabato 15 giugno.

Asd Wip Academy di Lendinara che con Rachele, unica bambina polesana del gruppo, ha dato un ottima impressione di sè, mettendosi al centro della classifica, e sbaragliando ben 5 bambine provenienti da Russia, Ungheria e Spagna. La categoria dei maschietti più piccoli ha visto un grintosissimo Ernesto Vason che ha sfiorato la vittoria di qualche decimo, mentre Tommaso Toffanin ed Edoardo Bagatin si sono aggiudicati il rispettivamente il quarto e il quinto posto, perchè pur avendo ricevuto lo stesso punteggio, lo scarto di Tommaso era leggermente superiore (dai punteggi dei 5 arbitri, si eliminano il più alto e il più basso per poi sommare i restanti). Tutti vicini invece i cadetti, che vedono dal terzo al sesto posto Alessandro Toffanin, Pietro Mainardi, Nicolò Calì e Anuar Bendades. 

“Passando alle ragazze più grandi, devo dire di essere davvero fiero di Chiara Guzzon - commenta Marco Ruzzante - che è riuscita a sollevarsi da un periodo buio che durava ormai da quasi un anno, e nonostante le sue paure è riuscita a fare un ottima performance”.

L'ultima atleta a salire sul tatami è stata Aurora Campesan, battuta da un paio di decimi dalle due russe rispettivamente campionessa del Mondo ed Europea in carica, le stesse che l'hanno poi superata nel Grand Champion, categoria che unisce tutte le età, e dove si compete sia con armi, che con le mani nude.

“Sono davvero contento dei miei ragazzi - ha commentato Marco Ruzzante - ma questa gara, ogni anno mi fa tornare a casa con un po' di amarezza, un po' di disgusto rispetto a quelli che secondo me dovrebbero essere i veri valori dello sport dettati dal rispetto e lealtà. Una giudice, infatti, oltre che essere capo delegazione delle ragazze russe, era pronta a farle i complimenti una volta che finivano la loro performance, addirittura anche fin che si esibivano altre persone che lei avrebbe dovuto giudicare, in pratica giudicava senza guardare, spesso sbirciando il voto che avrebbe dato il giudice vicino. Questo è vergognoso ed a rimetterci, oltre che gli atleti, è proprio il torneo”.

Articolo di Martedì 18 Giugno 2019

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