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DELTA DEL PO

Connubio tra fiume e mare

Uscita culturale per il Circolo Polesano degli Amici dell’Arte attraverso le bellezze del Delta del Po della provincia di Rovigo

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ARIANO NEL POLESINE (RO) - A chiusura del primo semestre di attività del Circolo Polesano degli Amici dell’Arte, il presidente Giorgio Lazzarini ha organizzato una uscita culturale nel Delta del Po per rivedere o scoprire peculiari luoghi del territorio, intrisi di arte, storia e cultura. 

Prima sosta ad Ariano Polesine, per visitare il museo di San Basilio e l’antica pieve romanica. Anticamente la stazione di San Basilio, sorta lungo la via romana Popilia, che collegava Ravenna ad Adria, ha avuto un ruolo di avamposto strategico per gli scambi commerciali tra il mare Mediterraneo e l’entroterra padano. Oggi il piccolo museo ne racconta la storia attraverso i preziosi reperti archeologici rinvenuti nei vicini scavi. Al suo fianco si può ammirare una piccola chiesa dalla semplice, ma suggestiva facciata romanica risalente al IX secolo, di recente restaurata. Al suo interno conserva un’antica colonna marmorea, citata in alcuni documenti storico-ecclesiastici come miracolosa e resti del suo passato visibili dal pavimento, ricoperto in alcuni punti da lastre in vetro. 

Altro elemento che ha incuriosito i soci è stato il museo regionale della bonifica Cà Vendramin, imponente costruzione di inizio novecento e originariamente creata come impianto idrovoro per la bonifica dell’isola di Ariano. La struttura, progettata dall’ingegnere idraulico Antonio Zecchettin di Castelleone, ebbe la funzione di raccogliere, allontanare ed espellere le acque dai luoghi paludosi e mantenere vivibile il territorio. L’impianto funzionò sino alle soglie degli anni settanta del secolo scorso, quando a causa della subsidenza causata dall’estrazione del metano dal sottosuolo e dalla progressiva obsolescenza delle strutture meccaniche esaurì la sua funzione e fu trasformata in museo regionale della bonifica. 

L’escursione è proseguita poi in barca dalle bocche del Po di Pila per entrare nel parco naturale del Delta del Po, tra le golene, i bonelli e i canneti che circondano le lagune nelle zone di foce. Entrati nel cuore del parco, compare il faro di Punta Maistra che presidia il paziente lavoro di tessitura del fiume, del mare e del vento, che hanno saputo creare straordinarie varietà di ambienti dove l’avifauna regna sovrana. Navigando tra gli stetti canali, i visitatori hanno potuto vedere tracce della passata presenza dell’uomo, sino agli ultimi casoni di canna che resistono a Scano Boa, isola simbolo del Delta, ove il tempo sembra essersi fermato ai film del neorealismo. 

Il viaggio si conclude in un connubio tra fiume e mare, in un crescendo di angoli di bellezza incontaminata e struggente da togliere il fiato e da trasmettere a tutti noi visitatori una sensazione assoluta di appartenenza al territorio.

Articolo di Mercoledì 19 Giugno 2019

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