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GESTIONE RIFIUTI ROVIGO

Poker di rinvii a giudizio: Tugnolo, Gibin, Palli e Casetta tutti a processo

La revoca del direttore generale di Ecoambiente Giuseppe Romanello costa il secondo procedimento penale al commissario del Consorzio Rsu, ma anche all'intero Cda di Ecoambiente

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ROVIGO - Il giudice per l'udienza preliminare Silvia Varotto ha disposto il rinvio a giudizio di Pierluigi Tugnolo e di tutto il Cda di Ecoambiente ovvero del presidente Alessandro Palli, della consigliera Alice Casetta e del consigliere ed amministratore delegato Ivano Gibin.

La prima udienza del processo si celebrerà il prossimo 11 giugno 2020 e li vede tutti e quattro imputati di abuso d'ufficio per aver “nello svolgimento delle loro funzioni, in violazione di leggi o regolamenti, in specie per l’inosservanza del principio costituzionale di imparzialità della Pubblica amministrazione, adottano la delibera del Cda di Ecoambiente del 27 dicembre 2016, determinata da Pierluigi Tugnolo (in assemblea soci) e sostanzialmente finalizzata alla illegittima esautorazione del direttore generale Giuseppe Romanello dalle sue funzioni e la revoca delle sue procure institorie della medesima società”.
L’accusa aggiunge che “la delibera è priva di sostanziale motivazione ed affetta dal vizio di eccesso di potere - sviamento di funzione [...] intenzionalmente arrecavano al predetto Romanello un danno ingiusto” così come recita il capo di imputazione formulato dal procuratore capo Carmelo Ruberto.

All'udienza di mercoledì 19 giugno, dopo il rinvio per la mancata notifica per irreperibilità di Ivano Gibin, dello scorso 27 marzo (LEGGI ARTICOLO), ha partecipato in qualità di difensore del Consiglio di amministrazione di Ecoambiente l'avvocato Marco Vassallo, insieme a Mario Barioli, e per Pierluigi Tugnolo l'avvocato Stefania Tescaroli.
Giuseppe Romanello si è costituito parte civile assistito dall'avvocato Francesco Cardile.

"E' andata come doveva andare - hanno affermato gli avvocati Vassallo e Tescaroli all'uscita dall'aula del giudece Varotto - il rinvio a giudizio non spaventa, avremo modo di convincere il giudice della non colpevolezza degli imputati" la cui difesa punta su aspetti diversi.

Per Pierluigi Tugnolo la difesa sostiene che sia intervenuto in assemblea soci di Ecoambiente, insieme all'altro socio Massimo Bergamin per il comune di Rovigo, in osservanza dell'indirizzo dei soci del Consorzio Rsu che gli avrebbero indicato il da farsi.
La difesa di Tugnolo sostiene che al tempo venne seguita la volontà dei sindaci della provincia tanto che l'avvocato Vassallo del Cda di Ecoambiente, come aveva già anticipato a marzo scorso, avrebbe le dichiarazioni dei sindaci Gino Alessio per Villadose, Ivan Dall'Ara per Ceregnano, Francesco Siviero per Taglio di Po, Carmen Mauri per Ariano Polesine ed Antonio Bombonato per Costa di Rovigo. Per Polesella è stata presentata una dichiarazione a firma di Sonia Colombani al tempo assessore delegato dal sindaco Leonardo Raito.

Dal canto loro gli imputati Gibin, Palli Casetta, tramite l'avvocato Vassallo, ribadiscono che loro sono stati nominati con un mandato ben preciso, ricevuto dall'assemblea soci dell'azienda quando Bergamin e Tugnolo decisero di "tagliare la testa del direttore generale" ed avviare quella che hanno definito essere una "riorganizzazione".

La notizia della imputazione coatta di Tugnolo e dell'intero Cda di Ecoambiente non aveva avuto ripercussioni dal punto di vista politico per gli imputati a parte una nota di censura a firma di Ivaldo Vernelli e Patrizia Bartelle (LEGGI ARTICOLO) che chiedevano le dimissioni dagli incarichi degli imputati.

Le dimissioni al tempo non arrivarono, in quanto l'imputazione coatta (LEGGI ARTICOLO), si disse, non era una vera e propria imputazione, anzi il Cda di Ecoambiente si definì ancora indagato, non imputato, oggi non servono in quanto il prossimo 28 giugno è convocata l'assemblea soci di Ecoambiente per la votazione del bilancio 2018 e la nomina del nuovo consiglio di amministrazione, che scadrà in quel preciso momento.

Discorso diverso invece per Pierluigi Tugnolo che al tempo dei fatti ricopriva il duplice incarico di amministratore del Consorzio Rsu inteso come Azienda speciale, ma anche commissario liquidatore delle funzioni di Ente di bacino perchè il Consiglio di bacino non era ancora costituito.

Oggi Tugnolo non svolge più alcuna funzione (regionale) nella programmazione e nel controllo del ciclo integrato dei rifiuti essendo tutto nelle mani del Consiglio di bacino presieduto da Gino Alessio, ed al momento non si capisce se interverrà in assemblea soci di Ecoambiente con il nuovo sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo.

Tugnolo infatti, nonostante non abbia più funzioni, e quindi dovrebbe aver già cessato la sua liquidazione, sembra essere ancora socio di Ecoambiente, questa volta di maggioranza, e potrebbe nominare il nuovo Cda, salvo non presenzi il direttore generale del Consorzio Nereo Tescaroli a cui è sempre stata attribuita la legale rappresentanza dell'Ente consortile inteso come Azienda speciale, la proprietaria della discarica Taglietto zero.
All'uscita dal tribunale Tugnolo non ha rilasciato alcuna dichiarazione.


 
Articolo di Mercoledì 19 Giugno 2019

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