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CSA ADRIA

Simone Mori e Sabrina Visentini spiegano perchè hanno votato contro l'approvazione del bilancio

Secondo i due consiglieri della casa di riposo ci sono degli aspetti nel documento di bilancio che non tornano. Tagli sui servizi agli ospiti, tagli sugli stipendi e spese inutili

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ADRIA (Rovigo) - Il bilancio del Csa di Adria è stato votato con un piccolo utile di esercizio e senza ricorrere allo strumento della sterilizzazione dei debiti (LEGGI ARTICOLO), ma non da tutti gli amministratori. Bisco, Bertaglia e Passadore hanno votato positivamente, mentre i due consiglieri nominati da Omar Barbierato hanno votato contro. A verbale nessuna giustificazione del voto contrario, che affidano invece alla stampa.

“Il giorno del bilancio del Centro servizi anziani sarà ricordato come il Bilancio day, anzi probabilmente ci sarà una sostanziale modifica nei calendari futuri, dove spariranno San Marco e Marcelliano per inserire San bilancio presidente Passadore”. Sono le parole di Simone Mori e Sabrina Visentini, consiglieri del consiglio di amministrazione del Csa di Adria nominati da Omar Barbierato che proseguono: “A fronte di quello che succede da anni in questo ente abbiamo chiesto e ancora non si capiscono i seguenti tagli alle ore di assistenza - sottolinea Mori - ricordo gli anni 2017-2018 nel corso dei quali sono state tagliate 33mila ore, per un valore di circa 700mila euro di cui ancor oggi non se ne conosce la destinazione di questi tagli. E ad oggi non sappiamo dove sono stati impiegati. E i tagli agli stipendi delle maestranze; ai servizi previsti da contratto verso i residenti; alle spese inutili su materiali come le giostre per bambini o per cornici da foto”. “Punti che rappresentano un vanto amministrativo che ricadono sulle spalle degli ospiti residenti e dei lavoratori, direi che c’è poco da stare allegri" evidenzia la consigliera Visentini.

“Abbiamo constatato che nel corso il cda del 7 dicembre scorso, il capitolo degli ammortamenti sterilizzati portava una cifra di 132mila euro, che stride con il previsionale 2018, dove nel capitolo delle sterilizzazioni erano inseriti 0 euro, e che in sede di consuntivo questa cifra ritorna ad essere azzerata. Logica la domanda nel chiedersi come mai questi scostamenti e soprattutto da che capitoli di spesa sono stati presi i soldi per azzerare le sterilizzazioni – incalzano i due consiglieri -“
“Il Direttore giustifica asserendo l’azzeramento come normali assestamenti di fine anno, ma viene naturale da pensare che i soldi arrivino dalle continue decurtazioni degli stipendi dei lavoratori. Andremo ad analizzare i singoli capitoli perché qualcosa non torna in questo consuntivo-puntualizzano Mori e Visentini”.

"Domandiamo alla presidente Passadore e al direttore Badiale – concludono i due consiglieri - come sia possibile continuare a tagliare costi a danno dei lavoratori e del servizio pur sapendo che il bilancio consuntivo 2018 si sarebbe chiuso senza quelle perdite presunte di 135mila euro (compensate con la sterilizzazione degli ammortamenti) iscritte in via prudenziale e non ancora tolte dal bilancio di previsione 2019, sottraendo risorse alle altre voci di spesa. Vorremmo quindi conoscere dove e come saranno spesi i fondi recuperati a fine anno 135.000 euro e auspichiamo siano destinati immediatamente al ripristino del salario accessorio, che ad oggi non risulta sia stato reso disponibile".
Articolo di Venerdì 21 Giugno 2019

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