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POLITICA ARQUA' POLESINE

Siviero sarebbe un moderno Nerone. "Sulla macroarea nulla da nascondere”

La maggioranza del sindaco Chiara Turolla di Arquà Polesine risponde al consigliere di minoranza che nel corso del primo consiglio comunale aveva annunciato denunce in Procura e al Prefetto

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ARQUA’ POLESINE (Rovigo) - “Roma brucia. Siviero si sta comportando come un moderno Nerone, che preferisce bruciare la città piuttosto che accettare il volere degli elettori”. La maggioranza di Arquà Polesine, Arquà per gli arquatesi, risponde alle accuse del consigliere di opposizione, Fabrizio Siviero che poco tempo fa, nel corso del primo consiglio aveva lanciato pesanti accuse sulle macroarea e aveva annunciato di essersi rivolto al Prefetto e alla Procura della Repubblica (LEGGI ARTICOLO). 

“Due giorni dopo le elezioni s’è scagliato contro il Palio, la manifestazione tradizionale che interessa tutto il paese - attaccano i consiglieri di maggioranza - Un paese evidentemente “colpevole” di non averlo supportato alle elezioni. Ha infatti estratto dal suo cappello di ex amministratore un problema del 2010, sul Certificato protezione incendi delle Barchesse del Castello, ristrutturate dalla vecchia amministrazione, ma non secondo le leggi antincendio. Problemi che da assessore conosceva, che non ha voluto o saputo risolvere, che ci ha lasciato in eredità e che ha tirato fuori al momento giusto per colpire una associazione con la quale aveva avuto un battibecco in campagna elettorale”.

La maggioranza in consiglio comunale spiega che ora arriva un nuovo attacco sulla macroarea, “l’ennesimo, in cui si spendono accuse infamanti di presunta gravità epocale. In realtà, si lamenta perché l’ufficio tecnico ha protocollato un parere (non vincolante per nessuno) in bozza, invece della versione definitiva, allegata alla delibera. Una svista che vuole trasformare in un caso di stato, ridicolizzando il Comune. Purtroppo per lui, non c’è dubbio che la delibera di giunta sulla macroarea sia stata fatta sulla base di pareri autentici dei due tecnici comunali. Non ci sono falsificazioni o manomissioni e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. Un “caso” che tutti gli addetti ai lavori capiscono subito che non ha nulla a che fare con i politici, che hanno il compito di prendere decisioni di indirizzo e non quello di istruire le pratiche. Eppure, subdolamente, addossa ai politici le sue illazioni diffamatorie. Il consigliere si lamenta perché le osservazioni di cui si parla erano le sue. La giunta ha deciso di non accettarle, perché non erano utili, non servivano a modificare il progetto ma miravano a far perdere tempo, in modo da evitare che l’iter amministrativo di competenza del Comune per la questione macroarea trovasse compimento prima delle elezioni”.

La maggioranza guidata dal sindaco Chiara Turolla ricorda che ora il consigliere richiede nuovamente che venga rifatta la delibera, “per ritardare ulteriormente i lavori, in modo da allontanare il momento in cui l’amministrazione potrà dire di aver concluso la macroarea. A voler guardare oltre il proprio naso, senza complessi persecutori e manie di complotto (non si sa bene contro chi o cosa, tra l’altro e, soprattutto, a beneficio di chi), la vera domanda da porsi non riguarda un numero di protocollo. Quello su cui ci si dovrebbe interrogare è quale sia il fine di Siviero. Vuole il completamento della macroarea o vuole spostare in avanti i tempi? Vuole che le aziende costruiscano o è interessato solo ai suoi dieci minuti di gloria? La macroarea si è bloccata in questi anni proprio per sbagli del 2009 che lui ancora difende, approvati da lui e dai suoi compagni della allora maggioranza. E ora tenta di bloccare tutto, nuovamente”.

Il gruppo di maggioranza, quindi, esorta il consigliere a proseguire lungo la strada che lo ha portato a fare un esposto in Procura continuando a cercare le responsabilità degli attuali amministratori: “Siamo sereni di quello che abbiamo fatto finora e siamo altresì fiduciosi nell’operato della magistratura, che valuterà se c’è stato uno sbaglio, l’eventuale entità di questo sbaglio e gli eventuali responsabili. Siamo sereni perché le accuse pesantissime che il consigliere Siviero ha fatto alla giunta sono supportate solo dalle sue parole e da pezzi di carta che decontestualizza a suo piacimento. Le giudicherà chi di dovere, che giudicherà anche le sue parole, come è già successo in passato. E’ sempre la solita storia, che va a finire sempre nello stesso modo. Lui racconta sempre e solo la sua versione”. 

Il gruppo di maggioranza in consiglio comunale fa riferimento a pregressi finiti in tribunale contro il consigliere Fabrizio Siviero accusandolo di aver nascosto l’informazione ai suoi concittadini.

La maggioranza di Arquà per gli arquatesi si chiedono quindi, preoccupati, “se le sue smanie di protagonismo e di conquista del paese troveranno un argine di ragionevolezza, prima o poi. Vorrà fare qualcosa di costruttivo o intende continuare all'infinito a incendiare il tutto per godere delle macerie? Forse la verità è che ce l’ha proprio a morte con chi amministra senza badare ai propri interessi, ma preoccupandosi solo di quelli dei cittadini e della comunità. Non sappiamo perché, ma non importa. Lo abbiamo capito e ce ne siamo fatti una ragione, da un bel pezzo. Però, la scelta dei cittadini di Arquà potrebbe provare ad accettarla: è giunto il momento di farsene una ragione, anche per lui.

Consigliere Siviero, sappiamo che per lei il divertimento è appena iniziato. Ma il paese l’ha accolta tanti anni or sono e, forse, adesso è giunto il momento di ricambiare il favore. Non per noi, ma per la comunità: lasci in pace Arquà e i suoi cittadini, una volta per tutte”.

Articolo di Venerdì 21 Giugno 2019

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